Corruzione, truffa e falso nella sanità: anche due amministratori di una Rsa nei guai

L’indagine, condotta dagli agenti della squadra mobile di Brindisi, ha portato all’accusa di nove individui che risponderanno, a vario titolo, dei reati

Foto di repertorio.

NOVOLI – Ci sono anche gli amministratori di una Residenza sanitaria assistenziale salentina, con sede a Novoli, fra i nove individui finiti nei guai con l’accusa, a vario titolo, di truffa, corruzione e falso nella sanità. Coinvolte anche due onlus. L’attività investigativa è stata condotta dalla squadra mobile di Brindisi per alcuni mesi. Un funzionario, si apprende da BrindisiReport, appartenente alla Direzione del presidio ospedaliero di Brindisi, avrebbe redatto proposta di delibera ideologicamente falsa, per attestare l’esistenza dei presupposti di legge per liquidare fatture emesse dagli amministratori di una Rsa. della provincia di Lecce, procurando così a questi ultimi un ingiusto profitto di circa 185mila euro. Il funzionario e i due amministratori della Residenza sanitaria assistenziale rispondono dell'accusa di concorso in truffa

L’indagine è nata a seguito di un episodio di natura intimidatoria ai danni di un dirigente dell’Ufficio procedimenti disciplinari della Asl della città adriatica. Un dirigente amministrativo, all’epoca delle indagini in servizio presso gli uffici dell’Azienda sanitaria brindisina, è tra gli indagati per corruzione. La persona in questione, da quanto ricostruito dagli investigatori della mobile, coordinati dal pubblico ministero Pierpaolo Montinaro, avvrebbe esercitato pressioni presso l’Area risorse finanziare in favore di una ditta edile, affinché venisse liquidato il pagamento, in anticipo rispetto ai tempi previsti e quindi in violazione dell’ordine cronologico di emissione delle fatture, relativo al rifacimento dell’Unità di terapia intensiva cardiologica dell’ospedale di Francavilla Fontana. In cambio dell’interessamento del funzionario pubblico, il titolare della ditta si sarebbe poi adoperato, con la mediazione di un dipendente, in lavori di ristrutturazione dell’immobile riferibile a persona vicina al funzionario Asl.

Lo stesso funzionario amministrativo, inoltre, in concorso con gli amministratori di una onlus del Brindisino, è chiamato a rispondere di un’altra truffa. “Si sarebbe infatti adoperato per intervenire in favore di detti amministratori che, con artifizi e raggiri, avevano avanzato richieste di pagamento per servizi di trasporto sangue o encefali in luogo degli effettivi servizi resi di trasporto secondario e cioè quello degli infermi. Il citato direttore amministrativo, sia con proposte che direttamente, si sarebbe speso affinché venissero liquidate alcune fatture presentate dagli amministratori della onlus. Pagamenti per importi non dovuti poiché non rientranti nell’oggetto delle delibere Asl e comunque maggiorati del 50 per cento in quanto spacciati come effettuati con ambulanze quando invece avvenivano con auto mediche. Il tutto per il conseguimento di un profitto illecito che si aggirava intorno ai 27mila euro”, dichiara la mobile.

Stessa azione truffaldina è stata posta in essere dallo stesso funzionario amministrativo in concorso con gli amministratori di altra onlus. “Anche in questo caso, i due amministratori della Onlus richiedevano all’Asl il pagamento di fatture per servizi di trasporto sangue ed encefali invece che per il solo trasporto secondario di infermi. Il funzionario pubblico si sarebbe pertanto speso, sia con proposte che direttamente, per far liquidare quelle fatture, anch’esse relative ad importi non previsti dalle delibere Asl e comunque maggiorate. In quest’occasione, l’importo complessivo del profitto illecito conseguito si aggirava intorno ai 55mila euro. Due episodi di falso sono stati poi rilevati sempre in capo al citato direttore amministrativo del presidio ospedaliero locale il quale avrebbe attestato fatti non corrispondenti al vero in delibere finalizzate a mantenere in Rssa (Residenza socio sanitaria assistenziale) pazienti che non avevano i prescritti requisiti.

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