Rifiuti tombati, Procura manda task force a Supersano per controllare terreni e impianto

Ancora campionamenti, nelle campagne di Supersano, per verificare l'eventuale presenza di materiali nocivi. Sul posto, finanzieri del Roan, carabinieri del Noe, Corpo forestale e vigili del fuoco. Sono stati controllati terreni e un impianto industriale, ma al momento la ricerca ha dato esito negativo

Foto di archvio (@TM News/Infophoto)

SUPERSANO -  Semmai dovessero essercene, da qualche parte, loro li staneranno. Quanto meno, nel corso della mattinata, i controlli per verificare l’eventuale presenza di rifiuti hanno dato esito negativo. La task force coordinata dal procuratore aggiunto della Repubblica di Lecce, Ennio Cillo, è infatti tornata nelle campagne di Supersano, munita di due sofisticati dispositivi per effettuare i sopralluoghi.

Le verifiche sono state eseguite sia su alcuni terreni, non molto distante da quelli già balzati agli onori delle cronache nei mesi addietro, e un impianto industriale di piccole dimensioni della zona. Al sopralluogo hanno partecipato i finanzieri del Reparto operativo e navale di Bari, i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce, i vigili del fuoco del comando provinciale gli agenti del Corpo forestale dello Stato.

Ai monitoraggi hanno inoltre preso parte anche alcuni ricercatori del Cnr e il personale di Arpa Puglia, l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente. Mentre nelle scorse settimane si era proceduto con le ricognizioni aeree, basate su sensori termici e iperspettrali (così come avvenuto un paio di settimane addietro anche nelle campagne di Patù), in questa occasione gli inquirenti hanno agito “via terra”.

Muniti di un georadar e di un geomagnetometro, i militari hanno proceduto con le verifiche sia dei fondi privati della zona sia, poco distante, nei pressi di uno stabilimento, per accertare il corretto ciclo di smaltimento dei rifiuti. I dati forniti dalla strumentazione sono stati elaborati dai ricercatori e non hanno evidenziato alcuna anomalia sui terreni. Nessuna traccia di materiale ferroso, né altre sostanze che possano destare allarme dal punto di vista ambientale. Oltre a futurii controlli nello stabilimento già verificato, l’attività investigativa proseguirà in altri siti del Salento che saranno passati al setaccio dagli inquirenti.

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