Spari contro le vetrine dei due negozi. Indagini serrate, ascoltati vari testimoni

Gli agenti della squadra mobile stanno visionando i numerosi filmati, estratti dai sistemi di sorveglianza di via Duca d'Aosta dove, nella nottata tra martedì e mercoledì, sono stati esplosi 15 colpi calibro 9 x 21 contro le saracinesche del negozio "Gli elettrici" di Luciano Isola e soci. Oltre alle vittime, ascoltate diverse altre persone

Il negozio raggiunto dagli spari

LECCE  - Senza sosta le indagini sull’episodio criminale che, nella notte tra martedì e mercoledì, ha visto i due punti vendita del negozio “Gli elettrici” di Luciano Isola e soci, finire nel mirino dei malviventi. O forse di uno solo.  Al vaglio degli agenti di polizia della squadra mobile leccese, infatti, diretti dal vicequestore aggiunto Sabrina Manzone, vi sono le numerose videocamere dei sistemi di videosorveglianza, installati lungo la strada. Sono diversi i dispositivi impiantati in una zona ricca di attività commerciali. Dal punto in cui la strada intercetta via Colonnello Costadura, fino alla rotatoria che precede Piazza Ludovico Ariosto, sono almeno una ventina i locali negozi, senza contare la struttura militare che ha uno degli ingressi proprio nei pressi delle saracinesche colpite.

Il lato opposto a quello dei due punti vendita colpiti da 15 proiettili di pistola, calibro 9x21, coincide con quello perimetrale della caserma dell’Esercito “Pico”, ipercontrollata attraverso gli “occhi” elettronici. Sin dalla giornata di ieri, intanto, gli inquirenti hanno ascoltato i testimoni dell’accaduto, tra cui alcuni residenti dell’isolato. Gli stessi che, udendo la raffica di colpi contro le saracinesche dei due esercizi, si sono rivolti al numero di pronto intervento, per segnalare il fatto. Una parentesi di inquietudine, dopo alcune settimane di apparente tregua, che ha gettato nuovamente i commercianti della città nello sconforto.

E gli stessi, inoltre, che avrebbero udito il rombo di quella moto di grossa cilindrata, subito dopo gli spari. C’è chi sosterebbe persino di aver notato un solo individuo a bordo del mezzo, senza alcun passeggero alle spalle. Ma l’attendibilità dell’accaduto di quella notte, intorno all’una e mezzo, è ancora tutta da accertare. Ma la fase più complessa sarà quella della ricerca delle motivazioni che avrebbero spinto il malvivente solitario ad agire. Si indaga a tutto spiano, sotto il coordinamento del pubblico ministero Francesca Miglietta, titolare del fascicolo, senza tralasciare alcuna pista. Compresa quella del contesto lavorativo dei soci dell’attività,  e l’ambito personale nel quale potrebbe essere lievitata la rabbia di qualcuno.

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