Colpo di scena nelle indagini sugli stabilimenti. Un titolare chiede lumi in procura

Il titolare del "Samanà" di Porto Cesareo ha comunicato le irregolarità all'interno della sua struttura, poi ha smontato il lido, su suggerimento del magistrato, evitando il sequestro preventivo. Anche il gestore del chiosco "Hookipa", raggiunto dalla notifica di chiusura indagini, ha provveduto a rimuovere l'opera

Il lido "Hookipa" di Porto Cesareo (Foto di Antonio Quarta)

PORTO CESAREO – Nel giro di vite stretto attorno all’abusivismo di alcuni stabilimenti balneari dello Ionio, ci si sarebbe ormai aspettato di tutto. Fuorché l’ultimo coup de theatre.  Dopo quella forza centripeta che, simile ad un tornado, ha travolto diverse realtà di Porto Cesareo, tra cui, recentemente, lo storico "Goa" con sequestri preventivi e provvedimenti, gli ingranaggi si sono arrestati per un attimo, riprendendo a girare – si spera- nel senso inverso. Auspicando il meccanismo dell'emulazione.

Questa volta è stato il legale del titolare di un lido a presentarsi nello studio del procuratore aggiunto di Lecce, Ennio Cillo, per chiedere lumi su come evitare i sigilli da parte delle forze dell'ordine, perdendo un'intera stagione lavorativa. A certificare il tutto, con un incoraggiante senso della legalità, il gestore del “Samanà Beach”, sulla litoranea che collega il borgo ionico a Torre Lapillo. Gianluigi Manelli, l'avvocato di Ivan Giaccari, presso la Procura della Repubblica di Lecce, è stato indirizzato dallo stesso magistrato, attraverso una sorta di “road map” sulle successive misure da intraprendere per evitare il sequestro preventivo.

Il fatto che abbia  comunicato autonomamente quelle anomalie alla struttura, gli ha infatti consentito di rimuovere l’opera a stretto giro di posta, “resettando” le autorizzazioni ottenute fino ad ora. Schivando i sigilli potrà - potenzialmente, e ammesso che le autorizzazioni gli vengano poi rilasciate in futuro - riavviare in un secondo momento l’attività turistica, ma su altre basi, nel pieno rispetto della normativa vigente e seguendo tutto l’iter.  L'avvocato Manelli ha anche illustrato alcune precisazioni sulla vicenda (qui la nota). 

Anche un collega di Giaccari, Gaetano Orlando, 52enne originario di San Pancrazio Salentino, titolare del lido “Hookipa”, è stato travolto nella maxi indagine sui presunti abusi edilizi sui litorali di Porto Cesareo. Nel corso della mattinata, gli è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari sottoscritto dal pubblico ministero Antonio Negro, titolare del fascicolo, sebbene proprio nei giorni scorsi abbia provveduto a rimuovere  lo stabilimento di sua proprietà, che presentava alcune irregolarità.

I controlli, intanto, proseguiranno incessantemente per poi essere via via intensificati a partire dai primi giorni di giugno, da parte di una vera e propria task-force, ingaggiata per eseguire i rilievi fotografici. Le ricognizioni saranno effettuate anche dall’alto, attraverso i velivoli della capitaneria di porto cesarina e dunque i militari dell’ufficio marittimo locale i quali, assieme ai carabinieri di Porto Cesareo, i colleghi della compagnia, coordinati dal capitano Nicola Fasciano,  e gli agenti di polizia municipale del luogo, costituiscono quella squadra interforze che nell'ultimo perioso non stanno concedendo tregua alle violenze ambientali alle quali ha assistito, per più di un ventennio, questo territorio seviziato.

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