Esplosivo e "didattica" al clan: interdittiva antimafia per la srl dei fuochi d’artificio

Il provvedimento disposto dalla prefettura di Lecce nei confronti della ditta “Mega” di Scorrano. Il suo titolare è uno degli arrestati nel blitz “Tornado” di due giorni addietro

Uno degli ordigni sequestrati dai carabinieri nel blitz.

SCORRANO – Inevitabile che gli effetti del blitz “Tornando” si irradiassero verso i settori dell'economia, così come avvenuto nella politica. I carabinieri di Maglie, nelle ultime ore, hanno notificato un’interdittiva antimafia nei confronti di Donato Mega, amministratore unico della società “Francesco Mega srl”, con sede a Scorrano, arrestato durante il blitz di due notti addietro. Il 37enne è uno dei fermati, con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. La misura, accompagnata dalla revoca della licenza di deposito e vendita di esplosivi, è stata disposta dal prefetto di Lecce, Maria Teresa Cucinotta, a seguito delle risultanze investigative fornite nell’indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia.

Nella serata di ieri, infatti, i militari di Scorrano hanno raggiunto nel carcere di Lecce Mega, per notificargli il provvedimento di revoca della licenza di deposito e vendita di prodotti esplosivi di quarta e quinta categoria. Mega avrà inoltre l’obbligo di cedere tutto il materiale esplodente detenuto a una terza persona munita di apposita autorizzazione. Era stata rinnovata giusto nel 2017, dalla prefettura, la licenza per la vendita del materiale esplodente. Ma scattato il blitz, Mega è stato ritenuto vicino al nuovo clan si stampo mafioso, che orbita negli ambienti della Sacra Corona Unita.

In particolare, avrebbe contribuito a fornire il materiale per i numerosi attentati dinamitardi, ma senza limitarsi a questo. Oltre a consegnare i petardi per costruire le bombe denominati “Tornado”, da cui il nome dell’operazione, Mega si sarebbe anche prodigato, secondo l’accusa, anche nella “didattica”, spiegando ai componenti del sodalizio, come produrre ordigni rudimentali ad alto potenziale. Il grave quadro indiziario che ne è emerso, assieme ai presunti tentativi di infiltrazione mafiosa, hanno portato gli uffici di via XXV Luglio ad emettere la misura interdittiva.

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