"Mai toccata, per me è una figlia". Il 52enne respinge accuse di violenza sessuale

E' stato un lungo interrogatorio quello avvenuto in mattinata, davanti al gip del Tribunale di Lecce, Antonia Martalò. L'uomo, di Sannicola, è stato accusato di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di una 23enne, figlia della convivente, che ha raccontato di aver subito quegli episodi per sette anni

Il carcere alle porte di Lecce

LECCE – “Non l’ho mai toccata, per me è sempre stata una figlia”. Ha respinto ogni accusa l’agricoltore 52enne accusato di violenza sessuale aggravata e continuata, e di riduzione in schiavitù. L’uomo, assistito dall’avvocato Rossano Pisanello, è comparso dinanzi al gip Antonia Martalò per l’udienza di convalida dell’arresto. Un lungo interrogatorio in cui l’uomo ha negato di aver abusato della figlia della sua convivente. Il suo legale ha chiesto la revoca della misura cautelare.

Alcuni giorni fa la giovane vittima di questa storia, 23enne, ha trovato la forza di denunciare, in un lungo e angosciato racconto, il proprio presunto calvario ai carabinieri della stazione di Sannicola. Per sette, lunghi anni sarebbe stata in balia del patrigno. Una storia di violenze sessuali ripetute, di prostrazione psicologica. E intimidazioni, se solo avesse osato parlare con qualcuno. L’orrore fra le mura domestiche, nella totale inconsapevolezza della madre.

La figlia della convivente del 52enne ha raccontato agli uomini dell’Arma di interminabili sevizie subite nel corso del tempo, anche di tipo psicologico. Ovvero, le ripetute violenze sessuali sarebbero spesso state accompagnate da minacce. Quella più ricorrente: esibirle due cartucce da caccia, peraltro detenute in modo illecito. “Parla con qualcuno e queste le riservo a te…”, le avrebbe detto. Per impedire che la ragazza potesse comunicare con l’esterno, a intervalli regolari l’uomo le avrebbe anche sequestrato le sim card ed i cellulari. Tutti gesti che avrebbero prostrato la giovane a tal punto da rifiutarsi di svelare le atrocità subite sulla sua pelle. Persino la madre sarebbe stata tenuto all’oscuro di tutto.

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A un carattere aggressivo, il 52enne avrebbe anche unito una forma di folle gelosia, riverberatasi nei confronti di qualche malcapitato fidanzatino che la giovane è comunque riuscita ad avere in questo tempo, tentando di condurre un’esistenza normale. Soprattutto l’attuale, sarebbe stato testimone, in più di un’occasione, di minacce e violenze varie. Addirittura, pur di non rischiare di essere pestata, al patrigno in una circostanza sarebbe stata obbligata a mentire, dicendo di essersi lasciata.

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