L'incubo del centro storico colpisce ancora: diavolina per incendiare un'auto

Alle 23 il piromane è tornato in azione in via Balmes, traversa di via Idomeneo. Le vittime hanno stroncato il rogo sul nascere. E sale l'esasperazione

LECCE – L’automobile, questa volta s’è salvata quasi del tutto. Grazie a un intervento tempestivo proprio delle vittime. Ma è un vero e proprio tormento, quello che stanno vivendo residenti ed esercenti di via Idomeneo e dintorni, nel cuore del centro storico, fra le strade più antiche della città. E’ ormai un anno che un soggetto ancora senza volto e senza nome, si aggira in zona armato di diavolina, intenzionato a bruciare autovetture. Senza, in apparenza, un ordine e un movente preciso. Pura piromania?

Di certo, rabbia ed esasperazione sono i sentimenti più diffusi. In vie così strette, con le vetture accostate le une alle altre e i portoni delle abitazioni che volgono direttamente sulla strada, un rogo può scatenare conseguenze inimmaginabili. E intanto, più scorre il tempo, più ci si chiede se e quando sarà mai incastrato questo “fantasma” che sta provocando tanto trambusto. La pazienza di chi vive e lavora in quell'area così caratteristica del centro storico, è terminata da tempo. 

Il rogo attorno alle 23 

Erano le 23 circa, quando le fiamme hanno iniziato ad attecchire all’altezza della ruota posteriore destra di una Peugeot 3008. Qualche centimetro più in alto, si trova lo sportellino del serbatoio. Fortuna ha voluto che in quel momento stesse uscendo da casa il fidanzato della figlia della proprietaria dell’auto, una donna leccese che gestisce un bed and breakfast nelle vicinanze. Per pochi istanti non s’è trovato faccia a faccia con il maniaco. Di certo, ha visto la diavolina e il principio d’incendio e ha subito calciato la sostanza infiammabile a distanza di sicurezza.

Subito dopo, sono scesi per strada tutti gli altri. Nel buio, non si erano ancora accorti che residui di diavolina erano rimasti attaccata sulla ruota. Le fiamme hanno ricominciato ad attecchire. Il marito della proprietaria ha soffocato il nuovo principio d’incendio con un colpo di mano. Ma un componente di plastica si era squagliato per il calore e gli ha provocato una scottatura. C’è stato bisogno di secchiate d’acqua per stroncare del tutto le fiamme. Ed è stata chiamata la polizia sul 113. Non c’è stato, invece, bisogno dei vigili del fuoco.      

L’incendio è stato innescato, questa volta, in via Abramo Balmes, una traversa di via Idomeneo. Sul posto sono arrivate le volanti della questura. Gli agenti hanno ascoltato i presenti, compresi alcuni vicini richiamati in strada dalle voci e dal movimento. E’ stata contattata anche la scientifica per i rilievi. Nelle immediate vicinanze del luogo del rogo ci sono alcune videocamere private, ma probabilmente non hanno ripreso granché. Il piromane sarà fuggito dalla parte opposta, proprio in direzione di via Idomeneo. Bisognerà forse sperare in altri occhi elettronici.

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Residenti esasperati

Rincuora poco sapere di non essere finiti all’improvviso nel mirino della criminalità o di qualche nemico segreto intenzionato a vendicarsi di chissà cosa. E’ forse più forte l’inquietudine collettiva. Perché nessuno può dirsi al riparo, chiunque potrebbe essere all’improvviso oggetto d'attenzione da parte del piromane seriale. Basti pensare che sono ben dieci sono le autovetture colpite in tutto questo tempo, fra distrutte o danneggiate solo in parte, proprio come questa sera. Lo ricordano gli stessi residenti.

Dunque, sono più episodi di quanti ne abbiano raccontati finora le cronache. Alcuni casi, infatti, sono sfuggiti proprio perché principi di incendio smorzati subito. Non eclatanti dal punto di vista dei danni, quindi, ma comunque rilevanti, se rivisti con gli occhi di oggi, sommandoli a tutti gli altri.  Le vittime? Persone senza collegamenti evidenti fra loro, proprietari di veicoli scelti quasi certamente in maniera casuale.  

E pensare che il caso di via Idomeneo è stato anche trattato a novembre in Prefettura, nel corso di una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza, convocato ad hoc, dopo richiesta del sindaco Carlo Salvemini. Sindaco al quale diversi residenti si sono rivolti chiedendo soprattutto una copertura di videocamere adeguata. Al momento, le stesse indagini delle forze di polizia, infatti, si stanno sviluppando praticamente solo tramite sistemi privati, non sempre ad alta definizione. Ragion per cui, seppure si possa ipotizzare che sia stato già abbozzato un identikit, occorrono forse altre evidenze per avere un  quadro preciso.

Per ora, è stata potenziata l’illuminazione, ma non è servito a molto. Solo il 27 dicembre scorso, un altro principio d’incendio in via Idomeneo, alla Renault Clio di una donna. Tempo cinque giorni, e il maniaco è tornato alla carica. Scegliendo proprio la sera del primo giorno del nuovo anno.

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