La città di Lecce e l’associazionismo dei ciechi ricorda uno dei suoi più tenaci combattenti

Un mese fa è venuto a mancare un grande combattente, Antonio Maggiore, dai più conosciuto come Uccio o come il Presidente

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccePrima

Un mese fa è venuto a mancare un grande combattente, Antonio Maggiore, dai più conosciuto come Uccio o come il Presidente. Un cieco, come a lui piaceva essere definito, che ha dedicato l’intera vita a favore dell’emancipazione e dell’inclusione dei disabili visivi, richiamando gli interlocutori politici al dovere e alla responsabilità. Per più di cinquant’anni ha dedicato la sua vita a questa causa, ricoprendo diversi ruoli nell’associazionismo di categoria locale e nazionale.

A Lecce, per diverso tempo, ha ricoperto il ruolo di presidente della sezione provinciale dell’Unione Italiana Ciechi, fondando anche un centro Tiflotecnico, oggi una cooperativa. Memorabile è anche il suo grande impegno per rilanciare ciò che amava definire la sua prima casa, l’Istituto per Ciechi Anna Antonacci di Lecce. In quella struttura era convinto che dovesse nascere un “campus per i ciechi” – una casa per la vita - con servizi di assistenza e di aggregazione sociale. Si

è speso tantissimo in questa direzione, contribuendo anche alla gestione del Centro di ipovisione e riabilitazione visiva dell’ASL di Lecce. Ma Uccio era tanto altro, non solo politica formale e tafferugli. Grande punto di riferimento per la sua famiglia, reale e simbolica, aveva la nobiltà e gentilezza d’animo di pochi. Generosissimo di cuore e grande benefattore, apparteneva alla vecchia scuola del fare e del dare. Amava celebrare la vita con il rumore, la musica, le voci stridule e confuse dei familiari e degli infiniti amici, un modo leggero per promuovere e vivere la vera inclusione.

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