La “cozza penna” forse è salva: in corso monitoraggi nella riserva di Porto Cesareo

Nei prossimi giorni un dossier al ministero dell’Ambiente, coi risultati degli ultimi studi sulla Pinna nobilis, il grande mollusco bivalve

Il fondale di Porto Cesareo.

PORTO CESAREO – Nella riserva marina di Porto Cesareo, proseguono i monitoraggi del più grosso mollusco bivalve del Mediterraneo: la Pinna nobilis, più nota come “nacchera” o “cozza penna”. Si sta infatti studiando l’agente patogeno, per fare in modo che la specie sopravviva. Il 17 giugno 2008 è stata emanata la direttiva quadro sulla strategia per l’ambiente marino, successivamente recepita in Italia. La direttiva ha come obiettivo quello di raggiungere entro il 2020 il buono stato ambientale di tutte le acque marine. 


Inoltre, la direttiva prende in considerazione tutte le problematiche legate alla qualità del mare  come biodiversità, inquinamento e pesca. La “Marine strategy” ha previsto i monitoraggi di diversi bioindicatori, tra i quali appunto la Pinna nobilis, una specie protetta. L’Area marina protetta di Porto Cesareo, durante questi servizi di osservazione nella propria area di competenza ha assistito, nella scorsa primavera, alla moria di massa a causa di un fenomeno naturale dovuto ad un patogeno.  Si è pertanto continuato a monitorare periodicamente la popolazione del mollusco e a confrontarsi con i superiori enti, primo tra tutti il ministero dell’Ambiente.

Alcuni campioni di tessuto di un esemplare rinvenuto vivo sono stati prelevati ed è stato possibile isolare l’agente patogeno ed in questo periodo si sta eseguendo il sequenziamento per il riconoscimento della specie.  Il rinvenimento in questi giorni di alcuni esemplari di Pinna nobilis in vita nell’insenatura de La Strea lasciano sperare ad una possibile salvezza della specie nell’area. Gli operatori scientifici subacquei stanno eseguendo le biometrie e monitoraggio sugli esemplari vivi e nei prossimi giorni verrà inoltrato un report dettagliato al  ministero dell’Ambiente.
 

 

 

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