La notte porta scompiglio, il Salento affoga sotto una pioggia scatenata

Galatina fra i centri più colpiti, con situazioni estreme, ma anche le zone attorno a Casarano e Gallipoli hanno subito danni. Box e case allagati, cittadini intrappolati. E a Nardò esonda l'Asso

Garage sommersi d'acqua a Galatina.

LECCE – La notte porta scompiglio. Fin quasi alle soglie dell’alba, il maltempo non ha smesso di tormentare il Salento. E se ieri, nel pomeriggio, era stata interessata da una pioggia battente e continua, interminabile, a tratti violenta, soprattutto l’area di Tricase e del Capo di Leuca in generale, dopo mezzanotte nuvoloni carichi di elettricità (al punto da fendere l'oscurità come veri e propri fari) si sono accaniti su altre zone del Salento, spostandosi verso l’entroterra e nel versante jonico.

Video: fulmini e secchiate d'acqua

Diverse strade provinciali sono state chiuse al traffico perché impraticabili. Fra i centri più colpiti, Casarano, Matino, Melissano, Racale, Alliste e Taviano. E ancora, Parabita e Gallipoli (con i soliti allagamenti nella Baia Verde, ormai un tormentone che si trascina da tempi immemori), la vicina Sannicola, e, più al centro della penisola salentina, Scorrano, Galatone, Cutrofiano e soprattutto Galatina e le campagne di Nardò, dov'è esondato il canale Asso.

Proprio a Galatina sembra che si siano registrati i danni maggiori. Qui, la concentrazione di pioggia è stata tale che alcuni punti, come via Piemonte, via Liguria e via Puglia, sono letteralmente affogati. Garage e scantinati si sono trasformati in piscine, con il livello di acqua che ha raggiunto anche il metro e mezzo, seppellendo le autovetture nei box. Una vera e propria emergenza, quella vissuta nelle ore piccole, con vigili del fuoco di tutti i distaccamenti e sezioni di protezione civile, chiamati a un lavoro straordinario per gestire un numero indefinibile di richieste di soccorso.

Molto di queste, riferite in paricolare a Melissano, Alliste e Casarano, sono arrivate direttamente al 113. Raccolte dal Commissariato di polizia di Gallipoli, è stato richiesto l'aiuto del Reparto prevenzione crimine di Lecce nell'attuazione del piano d'emergenza, per il quale si sono attivati vari sindaci.  

Video: Galatina, un disastro

Molti i cittadini che si sono ritrovati bloccati nelle autovetture in panne e accerchiati da fiumi di acqua, o intrappolati nelle abitazioni. Situazioni anche pericolose, in cui gli operatori hanno dovuto agire con la massima tempestività. 

Il sindaco di Galatina, Marcello Amante, ha affiancato per tutta la notte quanti sono scesi in campo per aiutare la popolazione: protezione civile, polizia locale e di Stato, carabinieri, vigili del fuoco. “Intendo ringraziare tutti coloro che si sono spesi in prima persona per la tutela dei nostri concittadini e della loro incolumità”, dichiara questa mattina. “Contestualmente – annuncia - , da subito, sono iniziati i primi interventi più urgenti, per sanare le situazioni più gravi e intervenire su quelle che sembravano le criticità più elevate”.

“Laddove vi fossero ancora situazioni critiche o ci fosse bisogno di aiuto – conclude il primo cittadino - vi invitiamo a segnalare presso il Comune o presso la sede della protezione civile o quella della polizia municipale, affinché si possa intervenire in tempi rapidi”.

Ancora molto dopo le 7 del mattino, c’era lavoro da smaltire con pompe di drenaggio e richieste che continuavano a pervenire per abitazioni allagate. Fra Galatina e dintorni, si presume che gli interventi andranno avanti per tutta la giornata, fino a sera inoltrata e anche dopo. Tutto questo, sperando che almeno oggi Giove Pluvio abbia un po’ di clemenza. I danni, già non si contano e nessuno ne vuole altri. 

"Attivarsi tempestivamente"

"Occorre adoperarsi tempestivamente per attivare tutti gli strumenti utili a superare l’attuale stato di disagio in capo alla popolazione pugliese, nonché a predisporre immediate misure di ristoro per gli ingenti danni in essere provocati dal maltempo". È quanto chiede il senatore pugliese Dario Stefàno del Pd al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, al capo della Protezione civile e al Governo nazionale.   

"L’ondata di maltempo che da più di 36 ore avversa in Puglia, nel Salento e in alcune città in particolare, come Nardò, sta procurando danni ingenti e severi al territorio. Gli allagamenti, con picchi di acqua alta fino a 1 metro e mezzo nel solo Salento, oltre ad aver fatto crollare diversi sistemi di muretti che caratterizzano questo territorio - conclude Stefàno - stanno distruggendo i vigneti e le colture in campo mettendo in ginocchio quindi un comparto economico fondamentale del territorio".

L'esondazione dell'Asso

Il riferimento di Stefàno a Nardò, riguardo il canale Asso, esondato. Per il quale Andrea Caroppo (Lega) attacca i consorzi di bonifica. "Eppure - accusa -, per le opere di bonifica dell’Asso il Consorzio dell’Arneo ha chiesto e continua ad esigere tributi dagli agricoltori. 
Poiché le parole, quelle che da anni andiamo dicendo in ordine all’assoluta inefficienza di questi carrozzoni clientelari ed alla conseguente assurdità delle loro pretese, non hanno sortito alcun effetto sui governi Vendola ed Emiliano, speriamo che possano fare di più le immagini. E che la libera stampa voglia contribuire al bene comune rendendo plasticamente visibile l'utilità dei consorzi dei bonifica pugliesi".

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Lorenzo Siciliano, consigliere comunale nererito del Pd, rincara la dose. “Le immagini delle campagne a ridosso del canale Asso sono indecenti. Tra via Copertino, via Olivastro e strada provinciale 115, l’esondazione di queste ore del torrente Asso rappresenta qualcosa di incredibile. Gli agricoltori e residenti della zona che mi hanno allertato stamane e che ho raggiunto nell’immediato parlano degli allagamenti come un fenomeno mai verificatosi con questa portata nel corso di questi anni. Gran parte delle cause di questa vicenda, che mette in ginocchio quella parte di comparto agricolo presente in questo pezzo di territorio con famiglie al seguito, risiedono nella mancata conclusione dei lavori dell’ultimo lotto della seconda biforcazione del torrente Asso. Un’opera nata come strategica per il deflusso delle acque reflue depurate e piovane e ferma per ragioni ancora sconosciute, nonostante gli espropri già fatti ed il progetto approvato".

Siciliano spiega ancora che si attiverà interessando Regione, Provincia e consorzio di bonifica dell’Arneo, per chiedere conto di ritardi. Aggiungendo che è "inaudito che i depuratori di diciassette comuni della provincia scarichino liberamente i loro reflui fognari in questo canale che ha come recapito finale la vora delle colucce, in piena campagna neretina, senza concedere alcun ristoro ambientale per questi disastri di enorme portata". Sotto accusa anche il sindaco, Pippi Mellone, definito un "fantasma ogniqualvolta ci siano dei problemi vissuti dalla comunità da dover affrontare con concretezza". 

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