Ladri in pieno centro rubano in casa di una docente gioielli per 30mila euro

Il furto scoperto sabato mattina in un appartamento di Nazario Sauro, a pochi metri da piazza Mazzini, zona già in passato nel mirino dei predoni. I malviventi hanno forzato la porta d'ingresso. Sul posto i nibbio della polizia. E intanto il Censis dirama i dati: Italia sesta in Europa per questi reati

Una moto dei nibbio nel centro di Lecce (foto di repertorio).

LECCE – Nel cuore della mattina, quando le case si svuotano per le incombenze quotidiane, fra chi va al lavoro, chi a scuola, chi a fare spese: quello è il momento dei topi d’appartamento. Non che sia superato lo stereotipo del manigoldo in mascherina che si muove furtivo sui tetti, complici il buio e il fioco chiarore dalla luna. Quello, però, è il profilo del ladro che preferisce ditte, negozi e aree di servizio, il membro della “banda del buco” o di quella della “mazzuola da spaccata”.

Il codice rosso dei furti nelle abitazioni scatta soprattutto nella fascia oraria in cui anche il traffico nelle vie è più intenso e i portoni dei condomini si aprono e si chiudono di continuo. Più facile confondersi nella folla. E la scoperta di essere entrata nelle recenti statistiche del Censis come vittima di questo mortificante crimine che viola l'intimità delle famiglie, è toccata ieri mattina a una docente di scuola superiore.

Al rientro a casa, in tarda mattinata, la professoressa ha trovato il portone aperto. Una volta varcata la soglia, il terribile sospetto s’è tramutato in certezza. Qualcuno, in sua assenza, era riuscito a infilarsi nell’appartamento e a portare via gli oggetti più preziosi e nello stesso tempo più maneggevoli da trasportare e facili da ricettare: i gioielli. Che spesso sono ricordi cari ereditati, il cui valore affettivo va di pari passo con quello economico, e a volte lo supera.

Si stima in questo caso che i furfanti abbiano racimolato un bottino da circa 30mila euro. Tutto questo nel pieno centro di Lecce, in via Nazario Sauro. Vale a dire nei pressi di piazza Mazzini, quindi in uno dei punti più affollati della città, di giorno come di sera, dove gli sguardi delle videocamere dei negozi quasi s’intrecciano segretamente. Eppure, sempre in quella zona in altre occasioni si sono verificate ondate di ruberie. Non solo in appartamenti, ma anche in attività commerciali.  

La malcapitata non ha potuto fare altro che mettersi le mani nei capelli e poi afferrare il telefono e chiamare la polizia. Sul posto sono intervenuti i poliziotti del nibbio, il reparto in moto della sezione volanti della questura per un sopralluogo.

Italia, sesta in Europa per furti nelle case

Lecce non sarà la città più colpita dal fenomeno, ma i dati nazionali mettono una certa apprensione. Proprio ieri, quindi sabato 21 febbraio, il Censis ha diramato i dati della sua ricerca, cioè dell’undicesimo numero del “Diario della transizione”, che ruota attorno ai principali temi d’attualità. Ebbene, in Italia nell’ultimo anno sono avvenuti 689 “colpi” in abitazioni ogni giorno, vale a dire ventinove ogni ora. A voler giocare ancora con le cifre, si consuma un'effrazione ogni due minuti.

Sempre stando alle cifre diramate in una nota dalla fondazione Censis, la zona d'Italia più colpita è il Nord-Ovest, dove i furti sono aumentati del 151 per cento nel decennio preso in considerazione, cioè dal 2004. Oltre il 20 per cento dei furti denunciati in tutta la nazione, è avvenuto nelle tre province di alcune fra le principali metropoli: Milano (19mila 214 reati), Torino (16mila 207) e Roma (15mila 779).

Considerando il numero di reati rispetto alla popolazione residente – prosegue il Censis -, in cima alla graduatoria delle province italiane più bersagliate si trovano Asti (9,2 furti in abitazione ogni mille abitanti), Pavia (7,1 ogni mille), Torino (7,1 ogni mille) e Ravenna (7 ogni mille). Le province in cui i furti in casa hanno registrato un aumento nell'ultimo decennio sono: Forlì-Cesena (+312,9 per cento), Mantova (+251,3 per cento), Udine (+250 per cento), Terni (+243,7 per cento) e Bergamo (+234,3 per cento).

La fondazione fornisce anche una lettura sociologica del fenomeno: i malintenzionati preferiscono le case perché ormai negozi, banche e uffici postali (per fare alcuni esempi) sono sempre più forniti di telecamere, antifurti e altri sistemi che li mettono a dura. Non solo. In periodi di crisi i cittadini accantonano e sempre di più mantengono risparmi fra le mura domestiche. Insomma, si ha maggiore probabilità di racimolare refurtiva.

Restando sempre in tema di pareti domestiche, in crescita purtroppo sono anche le rapine, cioè gli assalti con i proprietari in casa, tenuti sotto scacco da malviventi armati. Questi episodi avvengono statisticamente in numero maggiore al Sud, tanto che nella graduatoria provinciale in base all'incidenza di questo tipo di reato rispetto alla popolazione residente, al primo posto si trova Trapani (14,4 rapine in abitazione ogni 100mila abitanti), seguita da Asti (14,1 ogni 100mila) e in terza battuta da Palermo (13,8 ogni 100mila).

In linea generale, per furti e rapine in abitazione l’Italia è sesto posto in Europa: quattro ogni mille abitanti rispetto alla media europea di 2,9 (i dati di comparazione sono riferiti al 2012). Prima dello Stivale vengono Grecia (7,9 reati ogni mille abitanti), Danimarca (7,8), Belgio (7,2), Paesi Bassi (6,7) e Irlanda (6,1). Ultimi in classifica, Romania (0,8) e Slovacchia (0,3).

Forze dell'ordine sempre più vigili sul fenomeno

La maggiore percezione del fenomeno da parte dei cittadini, però, produce anche più interventi delle forze dell’ordine. E più risultati. Nel 2013, ad esempio, illustra ancora la ricerca, sono state denunciate a piede libero 15mila 263 persone (+139,6 per cento rispetto al 2004), di cui mille 366 minori, mentre ne sono state arrestate 6mila 628 (di cui 486 minori). I detenuti per furto in abitazione e con strappo sono 3mila 530 nel 2014, con una crescita del 131,9 per cento rispetto al 2007.

Emblematico il caso sempre di ieri, a Lecce, dove nel tardo pomeriggio un rapido intervento delle volanti di polizia ha portato all’arresto in flagranza di un ladro in un appartamento di viale della Libertà. Impossibile però dire per ora se lo stesso uomo sia responsabile anche del furto di via Nazario Sauro. Del mestiere, in fin dei conti, sono in tanti. E qui non c'è bisogno di una ricerca del Censis. 

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