Furto di pc e droni con la figlia di 8 anni, l'arrestato: “La piccola, all’oscuro di tutto”

Si è tenuto in mattinata l’interrogatorio di convalida del 36enne di Aradeo, finito nei guai tre giorni fa, dopo il furto di merce nell’Unieuro di Nardò. Il giudice ha convalidato l'arresto in carcere

NARDO' - Ha chiesto scusa, ha chiarito che la figlia di otto anni fosse all’oscuro di tutto e ha precisato di aver consegnato lui stesso ai poliziotti l’altra merce rubata, durante la perquisizione in casa. Si è difeso così, in mattinata, durante l’interrogatorio di convalida A.G., il 36enne di Aradeo in carcere da tre giorni per il furto commesso all’Unieuro di Nardò: gli uomini del commissariato locale, in seguito alla segnalazione di un vigilante, l’avevano atteso fuori dall’esercizio, trovando, sotto la sua maglietta, un computer portatile da mille euro e, nello zainetto della bimba, un tablet. I controlli, a quel punto, estesi nell’abitazione dell’uomo, avevano consentito di recuperare tre droni, anche questi rubati nei giorni precedenti, con ogni probabilità, sempre nell’Unieuro.

Accompagnato dall’avvocato difensore Raffaele Benfatto, l’uomo, visibilmente provato, si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande del gip Giovanni Gallo, ma ha rilasciato alcune dichiarazioni spontanee. Ci ha tenuto soprattutto a escludere il coinvolgimento della bambina che, invece, secondo l’accusa, sarebbe stata sfruttata dal padre per passare inosservato mentre sottraeva la merce dal negozio. Ma le sue affermazioni non  sono bastate a fargli ottenere "sconti", perché dopo il confronto, il gip  ha convalidato l'arresto in carcere.

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