Messo nei guai dallo "stupefacente" contenuto nel quadro del contatore

Convalidato l'arresto di Jari Castelluzzo, leccese, ma esigenze cautelari attenuate. Passa ai domiciliari. L'hanno fermato i carabinieri

LECCE – Arresto convalidato, ma attenuazione della misura cautelare. Dopo due giorni in carcere, Jari Castelluzzo, leccese di 34 anni, volto noto alle cronache, passa ai domiciliari. La decisione è stata assunta dal giudice Cinzia Vergine, all’esito dell’udienza di convalida che s’è svolta quest’oggi per un caso di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Castelluzzo, infatti, dieso dall’avvocato Oronzo Mario Ingrosso, è stato sorpreso nel pomeriggio di lunedì scorso, 10 febbraio, con poco più di 110 grammi di marijuana.

Castelluzzo, che ha diversi precedenti, era tenuto d’occhio da qualche tempo dai carabinieri della Sezione radiomobile di Lecce, i quali sospettavano che spacciasse direttamente dalla sua abitazione. Nel corso di un appostamento, dunque, hanno atteso che un altro soggetto arrivasse nei pressi di casa, citofonasse e poi entrasse, per fare irruzione a sorpresa. Se fosse un potenziale acquirente, non è chiaro. Anche se avesse voluto, non ha comunque avuto il tempo materiale di acquistare nulla. Tant’è: il padrone di casa è stato colto di sorpresa, a sua volta impossibilitato a sbarazzarsi di ciò che era più compromettente, la marijuana.

Durante le perquisizioni, questa è spuntata da una busta che era stata celata nel quadro del contatore della luce. In tutto, 110,3 grammi di sostanza. I carabinieri hanno sequestrato anche un bilancino, che si trovava in un cassetto, e un grosso coltello che si trovava sotto il lavello, con intrisi residui di sostanza. In camera da letto hanno poi trovato e sequestrato anche 60 euro, soldi che si sospetta siano stati incassati dalla cessione di qualche dose. Sentito il pubblico ministero di turno, Donatina Buffelli, è poi finito in carcere, in attesa dell'udienza odierna. 

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Jari Castelluzzo è al quarto arresto in otto anni. Nel 2012 fu fermato da una volante di polizia che tentò di seminare con manovre spericolate. Non aveva la patente, ma, in compenso, 50 grammi di hashish. Due anni dopo, nel 2014, la Squadra mobile lo inchiodò durante un controllo in casa con una pistola semiautomatica 7.62 e altri 134 grammi di droga, fra marijuana e hashish.  Nel settembre del 2018, infine, andati in casa gli agenti della Divisione anticrimine per riportarlo in carcere, avendo violato la misura dell’affidamento in prova ai servizi sociali, lo trovarono in possesso di un coltello con lama di 20 centimetri.

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