Tentano d'incendiare Focus in centro, rischiata una "strage" di auto

Un atto deliberato, di notte, in via Manifattura Tabacchi, vicino a Porta Rudiae, stretta e piena di veicoli parcheggiati uno a ridosso dell'altro. Sul posto i vigili del fuoco

LECCE – Se le fiamme si fossero propagate, l’incendio sarebbe stato distruttivo. Perché via Manifattura Tabacchi, traversa di viale dell’Università che collega sia al varco del centro storico di via Cino (dove si trova il Rettorato), sia a viale Gallipoli, è lunga e stretta, costellata di alberi le cui fronde toccano quasi le abitazioni. Ed è una zona dove le auto posteggiate sono sempre tante (quasi un miracolo trovare un posto libero, specie di sera), visto che è proprio a ridosso di Porta Rudiae, quindi fra gli accessi principali del centro storico e dei locali e ristoranti della movida leccese.

Per fortuna, vista l’ora – circa l’una di notte -, in giro c’erano ancora diversi passanti che si sono accorti delle fiamme e hanno chiamato i vigili del fuoco. Una squadra ha raggiunto via Manifattura Tabacchi in breve tempo e ha scongiurato il peggio. Il rogo è rimasto quindi contenuto alla parte anteriore di una Ford Focus. Avanti e dietro c’erano altri due veicoli che sono stati salvati. Sul posto è intervenuta anche una volante di polizia.  

Un atto deliberato, come si è visto subito. Qualcuno ha tentato di distruggere la Focus, usando della comune diavolina, che quindi, sempre più spesso, trova un impiego parallelo rispetto camini e barbecue, lo scopo per cui è stata creata. Ignoti l’hanno collocata all’altezza dello pneumatico destro, quindi accovacciandosi nel buio sul marciapiede. Poi, la fiammata, che ha rischiato di provocare una strage di vetture.

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La Focus è intestata a una donna che abita in un comune vicino Lecce. L’aveva presa il figlio per andare in città. Dunque, non il classico attacco a un residente preciso di una via. C’è da chiedersi, a questo punto, se sia stato un gesto vandalico fine a se stesso o, comunque, mirato. Se, cioè, qualcuno tenesse d’occhio quell’auto e i suoi utilizzatori da tempo e abbia trovato nella notte il momento propizio per agire.

Il fenomeno degli incendi ai danni di veicoli, di certo, resta fra i più comuni atti intimidatori, le cui ragioni possono essere molteplici. Raramente, però, dietro vi sono storie di criminalità vera e propria, quanto screzi di natura personale. Più spesso, si colpisce in questo modo perché il rischio di essere scoperti è relativamente basso, a fronte di un danno notevole a carico delle vittime.

Ultimamente, poi, la diavolina è impiegata sempre più spesso. Caso quasi identico, sempre nel centro storico, risale a due settimane addietro. Qualcuno ha tentato di bruciare una Toyota Rav4 parcheggiata in via Idomeneo. Le fiamme, anche in quel caso, sono state innescate all’altezza di uno pneumatico.

Restando sempre a Lecce e non considerando, quindi, i tanti casi della provincia, molto più recente è l’episodio di piazzale Sondrio, nel quartiere Stadio, dove alle prime ore del 6 settembre, ignoti hanno messo fuoco a una Mercedes, provocando anche in quel caso panico fra i residenti, in una zona ampiamente popolata e dove il fumo s’è insinuato fin dentro le abitazioni più vicine.   

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