Droga ed estorsioni, maxi operazione della polizia: 72 ordinanze

Alba movimentata davanti alla questura. Il blitz della squadra mobile e del servizio centrale operativo in città e in provincia sui gruppi emergenti. Contestata l'associazione mafiosa

La questura questa mattina all'alba, andirivieni di auto della polizia con gli arrestati a bordo..

LECCE – Il primo campanello, una parte della città, l’ha avvertito ridestandosi sotto il rumore delle eliche dell’elicottero della polizia di stato che ha iniziato a sorvolare con insistenza il capoluogo fin dalle 4 del mattino circa. Nel giro di pochi minuti, provenienti da più punti del capoluogo e della provincia, davanti alla questura, in viale Otranto, sono poi confluite decine di vetture della polizia. La maxi operazione, ribattezzata "Final Blow", è stata eseguita nel corso della nottata ed è fra le più vaste degli ultimi periodi, assestando un colpo ai gruppi emergenti locali. Epicentro dell'inchiesta è Lecce, ma compaiono diversi soggetti anche in provincia, specie nella zona di Galatone.  

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A coordinare le operazioni, la squadra mobile di Lecce, che ha svolto le indagini, e il servizio centrale operativo. L'ordinanza di custodia cautelare, firmata dal gip del tribunale di lecce su richiesta procura, riguarda settantadue persone, indagate, a vario titolo per i reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, violazione della legge sullle armi, associazione finalizzata al traffico di droga (quest'ultimo, il reato prevalentemente contestato) ed esercizio aggravato e partecipazione al gioco d'azzardo. Sono 110 in tutto gli indagati, comprendendo quindi anche quelli a piede libero.  

Gli arrestati

In carcere sono finiti: Angelo Brai, 47enne di Lecce; Pasquale Briganti, detto “Maurizio”, 59enne di Lecce (già detenuto); Salvatore Bruno, detto “Bambinone” o “Bambi”, residente a San Foca di Melendugno; Debora Buscicchio, 30enne di Lecce; Luigi Buscicchio, detto “Zio Gino”, 63enne di Lecce; Andrea Cafiero, detto “Titina”, di Lecce; Dario Calogiuri, detto “Dario mezzo milione”, 40enne di Melendugno; Cristian Calosso, detto “Gufo”, 34enne di Lecce; Stefano Castrignanò, 33enne di Lecce; Riccardo Cozzella, 33enne di Trepuzzi; Nicolas De Dominicis, detto “Nico”, 23enne di Vernole; Santo Gagliardi, detto “Santino”, 55enne di Lecce; Stefano Garrisi, detto “Pasulo”, 32enne di Caprarica di Lecce; Manuel Gigante, 39enne di Lecce; Leandro Greco, 41enne di Lecce; Maurizio Greco, detto “Belva”, 54enne di Lecce; Paolo Guadadiello, 33enne di Torchiarolo (già detenuto); Stefano Guadadiello, 36enne di Squinzano; Fabio Lanzillotto, 36enne di Galatone; Luigi Lazzari, detto “Gino”, 44enne di Cavallino; Francesco Leo, detto “Checco”, 35enne di Caprarica di Lecce; Antonio Leto, 30enne di Caprarica di Lecce (ma domiciliato a San Foca di Melendugno); Raffaela Lo Deserto, 54enne di Leverano; Vito Manzari, detto “barese”, 61enne residente a Lecce (ma, appunto, originario di Bari); Giuseppe Marzano, detto “Palestrato”, 54enne di Galatone; Graziano Mazzarelli, 29enne di Lecce; Luciano Mazzei, 38enne di Calimera.

Ancora: Astrit Mehmeti, detto “Zio”, 56enne albanese, residente a Lizzanello; Mario Miccoli, 50enne di Lecce; Stefano Monaco, detto “Doremon”, 30enne di Lecce; Sebastiano Montefusco, detto “Scursone”, 47enne di Galatone; Gianluca Negro, detto “Puntina”, 35enne di Surbo; Giovanbattista Nobile, detto “Gianni”, 35enne di Lecce; Gianluca Palazzo, detto “Furcina”, 44enne di Lecce; Valentino Nobile, detto “Balengu”, 30enne di Surbo; Francesco Panese, detto “Pane”, 25enne di Calimera; Antonio Marco Penza, detto “Palestrato”, 37enne di Lecce; Vito Penza, 34enne di Lecce; Andrea Pepe, 64enne di Lecce; Antonio Pepe, detto “Totti” o “Zio” o “Mesciu Pietro”, 59enne di Lecce; Cristian Pepe, 46enne di Lecce (già detenuto);  Fabio Pepe, 47enne di Lecce; Ruggero Perrotta, detto “Avvocato”, 44enne di Melendugno; Giovanni Persano, detto “Gianni”, 39enne di Lecce; Paolo Pici, 51enne di Lecce; Shkelzen Pronjaj, detto “Genny”, 35enne albanese, residente a Merine di Lizzanello; Gabriele Russo, 28enne di Galatone; Guerino Russo, 49enne di Galatone; Cristian Salierno, 37enne di Lecce; Giuseppe Sammito, 41enne di Otranto; Andrea Saponaro, 29enne di Lecce; Vincenzo Stippelli, detto “Stoppani”, 41enne di Squinzano; Luigi Vergine, 45enne di Campi Salentina (già detenuto).

Gli arresti domiciliari sono stati disposti per:  Alvaro Basi, 28enne albanese, residente a Lecce; Riccardo Buscicchio, 49enne di Lecce; Cengs De Paola, detto “Gengi”, 44enne di Acquarica del Capo; Rita Greco, 78enne di Lecce; Gennaro Hajdari, detto  “Toni”, 37enne residente presso il campo sosta “Panareo” di Lecce; Vincenzo Luigi Lanzillotto, 40enne di Galatone; Antonio Leo, 33enne di Caprarica di Lecce; Anna Lo Deserto, 57enne di Lecce; Michele Lo Deserto, 51enne di Lecce; Mattia Marzano, 29enne di Galatone; Vincenzo Modesto, 30enne di Squinzano; Daniele Monaco, 34enne di Lecce; Roberto Patera, 42enne di Nardò; Samuele Prete, 25enne di Galatone; Salvatore Stefanizzi, 31enne di Squinzano; Luca Vantaggiato, 35enne di Lizzanello;  Susanna Vonghia, 54enne di Galatone. Infine,   due obblighi di dimora per: Marco Balloi, 40enne di Surbo; Francesco Portulano, 61enne di Lecce.

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Fra gli indagati a piede libero, spicca su tutti il nome di Saulle Politi, il 48enne di Monteroni di Lecce già finito in numerose altre inchieste e ritenuto dagli inquirenti continuatore delle attività dello storico clan Tornese della Scu dominante in quell'area.

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