Detenuto s'infligge ferite, tre agenti contusi per disarmarlo di una lametta

Ennesima situazione delicata nel carcere di Lecce. La denuncia arriva dall'Osapp. Contestato anche il decreto sicurezza bis

LECCE – Tre agenti di polizia penitenziaria del carcere di Lecce sono rimasti contusi nel reparto C1, seconda sezione, mentre disarmavano un detenuto extracomunitario che si stava infliggendo delle ferite, usando una lametta rudimentale. Il fatto risale alla sera di lunedì 12 agosto, ma è trapelato solo oggi tramite note del segretario generale aggiunto  dell’Osapp (Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria) Pasquale Montesano  e del vicesegretario regionale della stessa sigla, Ruggiero Damato.

L’uomo stava mettendo in atto forme di autolesionismo, procurandosi tagli su braccia e avambracci. Quando un agente ha aperto la stanza per fare irruzione e bloccarlo, il detenuto gli si è avventato contro, cercando di sottrargli le chiavi delle stanze. Un gesto dettato dal fatto che tentasse l’accesso a un’altra stanza, per uno scontro con un altro detenuto con cui aveva avuto delle divergenze. In soccorso dell’agente sono arrivati altri due colleghi, attirati dai rumori e dalle urla durante la colluttazione. Sono riusciti così a bloccare lo straniero, riportando comunque tutti contusioni multiple per le quali sono dovuti ricorrere alle cure mediche.

Per Montesano, “l’ennesimo episodio di violenza nei confronti della polizia penitenziaria a Lecce connota anche la situazione drammatica dei mezzi per le traduzioni, insufficienti, vecchi e non in grado di essere utilizzati per i servizi”. “Non deve meravigliare quindi che un detenuto, tralasciando condizioni psico-fisiche che sono comuni ad almeno il 70 per cento degli attuali detenuti, immagini di potersi permettere ogni qualsiasi azione contraria al regime penitenziario, anche tenuto conto che nel decreto sicurezza bis, di recente approvato, malgrado le assicurazioni dei vertici dell'amministrazione penitenziaria, e non solo,  nessun particolare rilievo viene dato alle continue e gravi aggressioni subite dai poliziotti penitenziari”.

Fa eco Damato, che, ritiene oggi più che mai necessario “dotare la polizia penitenziaria di pistole elettriche e spray anti aggressione”. Fatto ribadito oggi a Bari, nel corso di una manifestazione davanti al Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria, dove, però, il sindacato lamenta di non aver avuto attenzione da parte dei vertici. Damato rilancia anche la richiesta, già fatta nei giorni scorsi, di convocare il Comitato di sicurezza pubblica, lamentando continue aggressioni fisiche e verbali e tentativi quotidiani d’introduzione di sostanze stupefacenti e telefonini.

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