Fuga dal centro storico? Residenti esausti dalla movida scrivono al sindaco

"Situazione ritenuta ormai insostenibile - scrivono sul loro blog - fatta di danni psico-fisici dovuti alla perdita del sonno e del riposo e di stati di stress e disturbi auricolari". E chiedono l'intervento del primo cittadino

LECCE – Ci risiamo. Perché forse nulla in meglio è cambiato. Pare di capire. E così, mentre alcune zone della città vecchia, non ancora raggiunte dal divertentismo di massa, si presentano tuttora con strade al limite dell’impraticabilità (via Antonio Galateo, solo per citarne una, ndr), i residenti della città vecchia le cui abitazioni sorgono nei pressi dei locali notturni, sbottano e si rivolgono al sindaco per manifestare tutta la loro contrarietà verso la mala gestione della “movida incontrollata e l’inciviltà nel centro storico della città”.

Con un’istanza presentata oggi al primo cittadino Paolo Perrone, i cittadini hanno voluto denunciare una situazione ritenuta per loro ormai insostenibile, “fatta di danni psico-fisici dovuti alla perdita del sonno e del riposo e di stati di stress e disturbi auricolari”. Tutti documentabili, affermano in una nota riportata sul nuovo Blog dei cittadini del centro storico.

Scrivono in una nota: “La denuncia arriva dopo un’intera estate 2012 tra rumori molesti derivanti da un’insensata gestione della movida. Musica “assordante, che in alcuni locali si protrae ben oltre gli orari previsti da un’ordinanza che forse andrebbe ridiscussa”, ma anche bivacchi e assembramenti sotto le finestre, schiamazzi e rotolare di bottiglie di vetro. Il tutto condito dall’inutile umiliante richiesta di intervento alla polizia municipale: anche nel non scontato caso in cui compaia una pattuglia non altrimenti impegnata, appena i vigili si allontanano tutto ricomincia”.

Parlano anche i residenti di diritto alla salute, “violato a loro dire -  da quando si è deciso di optare per la cultura della movida come contenimento della vita notturna senza provvedere ai servizi relativi”.

Le carenze denunciate. Mancano i bagni chimici, i controlli dell’inquinamento acustico e degli orari di chiusura dei locali che in queste vie si arrogano il diritto di deliziarci con musiche da discoteca a tutto volume fino alle 2-3 di notte”.

La denuncia avrebbe raccolto già una sessantine di firme ed è indirizzata anche all’arcivescovo Domenico Umberto D’Ambrosio, al prefetto Giuliana Perrotta, al questore Vincenzo Carella, al comandante della municipale Donato Zacheo, all’assessore alle Politiche Ambientali di Lecce Andrea Guido.

“Siamo gli stessi cittadini – concludono - che hanno profuso tempo, energie e risparmi per migliorare e conservare l’aspetto di ogni angolo. Mentre ora molti già vendono o affittano la propria casa, disamorati, al primo che capita, con buona pace di quello spirito di comunanza-vicinanza che caratterizzava il centro ‘a misura d’uomo’ fino a qualche  tempo fa. E che tanto incantava i turisti. Si prefigura un nuovo abbandono del centro storico”.

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