Intimidazione in città: esplosi quattro colpi di pistola contro la caffetteria "Santa Rosa"

Due pistolettate hanno colpito la vetrata, un proiettile s'è conficcato nel muro e un quarto colpo ha infranto il lunotto posteriore dell'auto del titolare, posteggiata nelle vicinanze. Forse sono arrivati a bordo di una moto. La polizia sta acquisendo i filmati di videosorveglianza della zona

LECCE – Quattro colpi di pistola nel cuore della notte. I malviventi non si sono preoccupati nemmeno del fatto di trovarsi in via Brenta, dove sorgono, fra l'altro, gli edifici del Tribunale civile e della Corte d’appello. Un’area monitorata costantemente dalle videocamere, che però non ha minimamente messo in soggezione chi ha premuto il grilletto.

L’obiettivo dei soliti ignoti: l’ennesima attività commerciale. Spetterà agli investigatori della squadra mobile di Lecce cercare di stabilire il movente.

I colpi d’arma da fuoco sono stati esplosi da un mezzo in movimento, forse un moto di grossa cilindrata, ai danni della caffetteria e tavola calda “Santa Rosa”, al civico 10 di via Brenta. Il sopralluogo delle volanti di polizia s’è svolto questa mattina, all’apertura del locale, quando il titolare, Alessandro Frisone, arrivato sul posto per avviare una nuova giornata di lavoro, ha fatto l’amara scoperta.

Due pistolettate hanno raggiunto la serranda del bar, perforandola e infrangendo il vetro retrostante. Un altro proiettile s’è conficcato nel muro della palazzina in cui il locale ha sede, al pian terreno. Un quarto colpo d’arma è stato esploso contro il lunotto posteriore dell’auto dell’uomo, una Hyunday Atos, lasciata parcheggiata nelle vicinanze.

Il titolare, agli investigatori, non ha saputo fornire una spiegazione plausibile per quest'intimidazione. Persona incensurata, ha dichiarato di non aver mai subito minacce, né di nutrire particolari attriti.

Gli investigatori hanno reperito i bossoli e un'ogiva, e avviato l’indagine chiamando sul posto anche i gestori di un’altra attività attigua, “Dettagli di stile”. E’ il punto dotato di telecamere più vicino al luogo dell’attentato e quindi la polizia spera di ricavarne indicazioni utili. Il calibro usato è un 7.65. 

Soffermandosi soltanto sugli esercizi commerciali, quindi non considerando altri episodi che hanno riguardato singoli individui, l'ultimo atto intimidatorio nel capoluogo è piuttosto recente. Risale, infatti, al 20 febbraio scorso, quando i gestori dello show-room di vini "Cantine Due Palme" fra viale Rossini e via Benedetto Croce hanno trovato testa e interiora di agnello in una busta appesa alla saracinesca. Qualche giorno prima era stata lasciata anche una latta piena di benzina. 

Prima ancora, e sempre con colpi di pistola, un altro episodio si era registrato in provincia, e per la precisione a Soleto, dove nella notte fra il 5 e il 6 febbraio era stata presa di mira una macelleria. Più datati nel tempo sono gli eventi che hanno toccato sempre Lecce, le bombe al Bar White e al bar Paisiello e le pistolettate contro il Bar Carletto, tutti fatti avvenuti a cavallo del periodo fra dicembre e gennaio.  

Non è detto che tutti i casi in questione e altri più vecchi abbiano una radice comune, e non è sempre è facile e immediata la distinzione fra episodi partoriti in seno ad attività di criminalità organizzata (con chiaro rimando alle estorsioni) da quelli che nascono da vicende di carattere personale. Tuttavia, sono sempre e comunque sintomatici di pericolose dinamiche sulle quali è bene non abbassare mai la guardia. 

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