Pioggia di proiettili contro il bar "San Lazzaro": caccia a due in moto

Sette colpi sono stati esplosi intorno all'una di notte usando una pistola semiautomatica. Sul posto, in via Leonardo da Vinci, sono intervenute le volanti di polizia

Foto LC.

LECCE – Era l’una di notte quando in pieno centro, nel rione San Lazzaro, si sono uditi quei colpi in rapida successione. Sette, avrebbe scoperto pochi minuti più tardi la polizia. I proiettili sono stati esplosi centrando una saracinesca. I malviventi hanno usato un’arma semiautomatica. Il rumore degli spari è stato accompagnato negli istanti successivi dal rombo di una moto che si è allontanata a forte velocità. Secondo qualche testimonianza, erano in due, con caschi in testa.

Obiettivo dei malviventi, il bar “San Lazzaro” di via Leonardo da Vinci, un cittadino albanese da tempo abitante a Lecce. E’ stato un residente a chiamare la polizia, risvegliato dal rumore inconfondibile dell’arma da fuoco scaricata addosso a qualche oggetto. Alcune volanti in servizio di notte si sono fiondate sul posto, altre hanno perlustrato le vie del centro in cerca di quella moto, sulla base delle poche e contraddittorie informazioni. Il modello è stato definito da qualcuno da cross, ma potrebbe essere stata una motocicletta scarenata.

Di certo, i malviventi sono riusciti a volatilizzarsi in pochi istanti, forse in direzione di piazza Mazzini, verso la Villa comunale o svoltando per la circonvallazione. Da quel punto erano diverse le vie di fuga. 

Oltre alle pattuglie della questura, sul posto sono intervenuti anche i carabinieri del Norm. E se la serranda del bar è apparsa perforata in più punti, dall’alto verso il basso, sull’asfalto, in prossimità del punto dove il conducente ha rallentato per permettere all'uomo alle sue spalle di esplodere i colpi centrando bene il bersaglio, è rimasta una pioggia di bossoli. Il calibro, 7.62x25, indica forse l’uso di una Tokarev, pistola di fabbricazione russa.

All’esterno sono collocate videocamere di sicurezza che saranno visionate nelle prossime ore dagli investigatori della squadra mobile, ai quali sono state delegate le indagini. Il titolare, avvisato nel cuore della notte e giunto per aprire l’attività per un controllo interno, dal canto suo ha riferito di non aver mai subito minacce. E’ chiaro che l'atto ha tutto il sapore amaro dell'intimidazione brutale, ma il movente resta per ora oscuro.

Il bar “San Lazzaro” è un’attività, come detto, presente da molto tempo in quel quartiere residenziale di Lecce (almeno tredici anni), composto principalmente da eleganti villette nel verde. Fino a un paio di anni addietro si trovava nello stesso stabile, ma nella perpendicolare, via Matteo Tafuro. Pur mantenendo la dicitura originaria "San Lazzaro", s'è spostato nei locali un tempo occupati dalla gelateria “Alaska”, storico punto di ritrovo degli studenti leccesi negli anni ’90.

Fino a poco tempo addiero era gestita da un altro cittadino albanese, storico proprietario, che ha lasciato l'attività a un suo connazionale, rilevando un nuovo bar altrove, sempre in centro. E' dunque al nuovo titolare che sembra rivolto l'avvertimento

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