Minacce e aggressioni, il 30enne arrestato era l’incubo di una residente

Alcuni nuovi dettagli sulla vicenda dell'uomo del Ciad arrestato. Aveva preso di mira in particolare una donna della zona

L'intervento della polizia sul posto.

LECCE – Era diventato l’incubo dei residenti e di una donna in particolare. L’aveva presa proprio di mira e, appena la incrociava, iniziavia il suo copione di insulti, minacce, persino pedinamenti sotto casa. Talmente molesto, il comportamento di Hassan Issa, 30enne del Ciad, che anche diversi altri stranieri che giornalmente fanno capolino fra via Duca degli Abruzzi e dintorni, nel pieno centro di Lecce, spesso dovevano sorbirlo. Un vero attaccabrighe.

Emergono oggi nuovi elementi nella vicenda di cui abbiamo già scritto il giorno stesso dell’arresto di Issa per resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato, ma anche per minacce aggravate. Sì, perché avevamo lasciato la donna, leccese, in sospeso, non sapendo se avrebbe sporto denuncia. E invece, così ha fatto, quella sera stessa.

La vicenda risale a lunedì 18 maggio e s’è consumata in in Corte dei Rodi. A chiamare la polizia, proprio la donna, che abita in zona, ormai vittima costante del 30enne africano. Anche quella sera, stava lamentando la presenza di cittadini stranieri, ubriachi, e del suo “aguzzino” in particolare. Una storia che va avanti da troppo tempo, ormai, specie nelle ore serali e notturne dove in diversi, come rileva la stessa polizia, sono abituati a radunarsi nella piazzetta, dopo aver fruito della mensa per i bisognosi. E fra questi, Issa, spesso ubriaco e solito litigare con gli altri stranieri e inveire contro passanti e abitanti del quartiere.

Video | L'intervento della polizia per fermarlo

Ultimamente, come detto, aveva poi preso di mira in particolare la donna, minacciandola e offendendola ogniqualvolta le passava davanti. Un paio di settimane addietro, peraltro, aveva anche sommato il gesto di lanciarle una bottiglia di vetro, fino a costringerla a scappare terrorizzata verso casa. In un altro episodio, della settimana scorsa, invece, lo stesso 30enne del Ciad, in compagnia di un suo connazionale, l’aveva seguita fino a via Duca degli Abruzzi, minacciandola con una bottiglia, con l’intento di lanciarla. La donna era riuscita a ripararsi in casa di un’amica. 

Quello di lunedì sera, insomma, solo l’ultimo episodio in ordine di tempo, quando il 30enne, dopo averla minacciata per l'ennesima volta, l’ha seguita, riuscendo a  raggiungerla e ad afferrarla. Per fortuna, prima che si consumasse una vera e propria aggressione, è provvidenzialmente intervenuto un vicino, verso il quale, a quel punto, si è indirizzatala la violenza del ciadino, che ha iniziato a inseguire proprio quest’ultimo, in direzione di viale Gallipoli. Solo con l’arrivo delle volanti di polizia, non senza difficoltà, l’uomo è stato bloccato e portato in questura.

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Fra l’altro, era stato richiesto anche l’intervento del 118 nel vano tentativo di fargli un trattamento sanitario obbligatorio. E qui, la storia è nota e già narrata. Ancora in preda all’ira, ha dato in escandescenza pure nel uffici di viale Otranto, rompendo con la testa un vetro della stanza dove si trovava. Gesto di autolesionismo che è stato ripreso dalle telecamere del sistema di videosorveglianza interno. A tarda ora, visti i fatti e la denuncia della donna, come disposto dal sostituo procuratore Massimiliano Carducci, Issa è stato arrestato e condotto in carcere e oggi condannato per direttissima a 1 anno e 4 mesi.

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