Addio a un anno trasandato: quando il risveglio delle coscienze?

Una città mai così sporca e un Salento dove la terra è tomba di rifiuti. Mentre nell'economia domina l'usura, si torna a sparare e la politica si sveglia solo sotto scadenza

Bicicletta accerchiata dai rifiuti. Sotto, il telaio di una moto "frena" cartacce e l'immagine di sacchi abbandonati vicino a una fontanella.

L’altro giorno Eolo doveva aver sbagliato strada. Ha iniziato a soffiare su Lecce con l’alito gelido delle lande polari. Il vento glaciale sbranava la pelle. Camminavo a testa bassa, avviluppato nel mio cappotto e con il berretto di lana abbassato fino agli occhi. E quando ho rischiato di scivolare su un volantino plastificato, masticando un’imprecazione, ho alzato lo sguardo.

Tutta la via era un tappeto di réclame per gli acquisti, foglie e rami rinsecchiti, sacchetti neri di plastica lacerati che ancora vomitavano resti di cibo. Le gomme delle auto e i telai delle moto, trasformati in dighe di cartacce svolazzanti. Mi ha intenerito la stoica resistenza di una fiera bicicletta bianca legata a una transenna. Era circondata, letteralmente. Come l’ultimo soldato di un fortino che da solo resiste con eroico e folle orgoglio all’assedio, sparando le ultime cartucce. Non mi avrete mai, maledetti.

Lecce è sudicia. Un’immensa, voluminosa, ingombrante e imbarazzante pattumiera. Le campagne circostanti, la cartolina che mai mandereste a un amico lontano. Ogni campana per bottiglie e metallo, una zona franca dove abbandonare avanzi del consumismo.

Non che Lecce sia mai stata uno splendore, come certi bagni delle pubblicità ripassati a nuovo con il detergente di turno, che brillano più delle riserve auree accatastate nei sotterranei di Fort Knox.

Per carità. Il malcostume non nasce oggi. Il barocco, in fin dei conti, è un prezioso lascito che ci premia oltre i nostri meriti attuali.  Ma l’avvio della raccolta differenziata (opera necessaria e piccolo segnale di avanzamento civile, non c’è che dire, e fa niente se con il solito atavico ritardo che si registra da queste parti rispetto al resto dell’universo) ha sortito un fisiologico effetto collaterale: ha fatto venire i nodi al pettine, mettendo a nudo un problema sommerso, e che forse nessuno sospettava di proporzioni così monumentali. Con le sue 4mila e passa utenze che la tassa sui rifiuti non la pagano nemmeno sotto tortura, la comunità intera ci rimette in termini di casse per altri servizi. E igiene, chiaramente. Per ottenerne cosa? Lo spaccato di una città annichilita sotto il peso dei suoi stessi scarti.  

Mai come quest’anno, siamo stati sotterrati da fotografie di lettori imbestialiti. Da ogni angolo di Lecce, e non solo, scatti di un degrado di cui, per fortuna, ancora molti provano vergogna. E chiedono rimedi. La risposta? Blanda, quasi nulla. Al punto che gli sporcaccioni di turno, con provocatoria consuetudine che puzza di sberleffo, usano colmare d’immondizia sempre gli stessi angoli. Non vanno nemmeno a cercarne di nuovi. Tanto, il controllo è pari a sottozero. E allora, è chiaro che il cittadino onesto, che avverte a pelle il tradimento, alza la voce. Se c’è bisogno di trovare i quattrini per arredare una stanza, si studiano pure le virgole e i punti e virgola per scovare il passaggio preciso in cui il comma di tale articolo del codice può essere interpretato con una tirata di capelli, pur di arrivare allo scopo.

Se lo stesso zelo fosse impiegato anche per rastrellare i quartieri e stanare davvero i furbi casa per casa, al di là di qualche assessorile rassicurazione di circostanza, se il controllo fosse mirato e capillare, l’applicazione delle norme rigorosa, Lecce potrebbe ambire alla carica di Capitale della Pulizia Europea. Lo dicemmo quando parlammo, fra le altre cose, del volantino selvaggio.  Le ordinanze esistono pure, ma se nessuno intende farle rispettare è come avere un ospedale pieno di farmaci, attrezzature e sale chirurgiche, senza l’ombra di un medico. Ehi, c’è uno in fin di vita, qualcuno sa usare un bisturi?

DSCN5907-2E così il 2016 vola via sporco e trasandato. Esattamente come s’era chiuso il 2015. E fosse solo Lecce, il problema. La verità è che il Salento intero è un pentolone in cui ribollono rifiuti invisibili.  Le discariche sotto il tracciato di quell’interminabile teatrino del grottesco che è diventata la strada statale 275 e il bubbone Burgesi, esploso (anzi riesploso) proprio sul calar dell’anno, ci parlano di una terra vilipesa, presa a sonore sberle, in cui demoni del passato riemergono per avvelenare le generazioni di oggi. E, forse, sono soltanto le punte dell’iceberg, le raccapriccianti avvisaglie di un sistema marcio fino al midollo che per decenni s’è nutrito di scorie che oggi ci vengono sputate addosso con tutto il loro putrido effluvio. La paura è che una fetta molto vasta di territorio sia stata trasformata in discarica. Molto più vasta di quanto ci si aspetti. L’isola felix, così ci chiamavano, un cesso che ingoia tutto. E siamo felici così.

E’ difficile gettare uno sguardo fiducioso verso il futuro, quando si è immersi in un mondo dominato da ondate di grigio. E c’è tanta di quella carne al fuoco, che è arduo soffermarsi su ogni punto all’orizzonte. Di certo, il 2016 non è stato l’anno d’oro per il lavoro. Se la crisi morde l’Italia, nella sua propaggine più meridionale la strappo è ancor più profondo.

Le aziende chiudono o galleggiano, qualche settore resiste, specie il turismo, ma il quadro non è di quelli a tinte raggianti. E di mezzo ci si mettono anche i carrozzoni mangiasoldi che ormai resistono anche contro la storia e il buonsenso. Vedi la Provincia, ancora elefantiaca nonostante tutto. Come le altre salvate da un referendum pensato male e partorito peggio, arranca divorata dai debiti e deve gettare la zavorra per non affondare. Così ne fanno le spese, come sempre, i lavoratori. Gli ultimi resteranno ultimi, nel regno terrestre.

Assenza di solidità e opportunità, sono le sabbie mobili che risucchiano gli uomini e le donne di questa terra, anche quelli dotati di buona volontà. Fra le verità di cui pochi osano parlare, è che in esistono mali antichi, floridi cancri che logorano da troppo tempo una parte più ampia di quanto si sia disposti a credere di tessuto economico locale. Sono l’usura e la sua sorellastra, l’estorsione, mondi che corrono paralleli alla quotidianità.

Vi sono intere esistenze che si consumano come candele sotto scacco degli usurai. In una terra che si arrabatta per tirare avanti, l’usura s’infila strisciante e furba. Come ha detto una volta una vittima, confidandosi e raccontando la sua storia, si presenta con il volto amico quando hai ricevuto troppe porte sbattute in faccia. Ed è l’inizio della fine.

DSCN5915-2L’operazione “Twilight”, con centinaia di indagati, è stato probabilmente anche il più immenso e sofferto studio mai realizzato su un fenomeno trasversale, che unisce da un capo all’altro di un’infinita catena anche criminalità organizzata e colletti bianchi. In realtà, di usura s’è parlato molto, nel 2016, perché le nuove inchieste si sovrappongono alle vecchie, ormai finite davanti ai giudici. Ma le retate delle forze dell’ordine possono solo arginare il problema per un periodo limitato. Se non si cambiano le carte in tavola, se l’economia resterà bloccata sotto il peso di una tassazione che grava come un macigno, se la classe politica in generale non darà uno spiraglio creando nuove condizioni, tutto tornerà in breve come prima, peggio di prima. E hai voglia a fare i complimenti a carabinieri e polizia a mezzo comunicato stampa. Non è così che ci si lava la faccia.

Il 2016 è stato anche l’anno della grande paura. Agguati sanguinosi in cui il sinistro suono mortale di kalashnikov e pistole sembra aver spostato le lancette del tempo indietro di quasi vent’anni. Se stia cambiando qualcosa negli scenari sotterranei in cui si muove la criminalità locale, è da vedere. Si parla spesso di pax mafiosa andata al macero. Ma certi ritorni di fiamma, per quanto ad alto impatto scenografico, impallidiscono di fronte al non detto di altri sfondi, più fluidi e pericolosi, di cui si fiuta sempre più la presenza. Nel vuoto di potere, dopo anni di lotte che hanno indebolito la Scu fino a renderla vulnerabile a ogni vagito di rinascita, da altri territori si sta realizzando un’infiltrazione di gruppi desiderosi di gestire lucrosi affari, basati soprattutto sul traffico di droga. Con proventi che vengono reinvestiti in attività.

Le rotte dai Balcani, dalla Grecia e dalla Turchia verso la Puglia e, in particolare proprio verso il Salento, di stupefacenti, armi e migranti, non sono che le manifestazioni più visibili di un universo molto più sfaccettato che da sempre guarda a questo lembo di terra con avidità. La vitalità sregolata di Gallipoli, per esempio, è una macchina da soldi che fa gola anche ai potenti clan camorristici. E’ un problema da non sottovalutare, perché, ora a macchia di leopardo, rischia di diventare micidiale e robusto organismo che si alimenta su angoscia e omertà, senza una cura tempestiva ed efficace. Noi l’avevamo scritto in tempi non sospetti, persino prima che l’ormai ex procuratore Cataldo Motta, che va via lasciando una pesante eredità, ne parlasse apertamente, mettendo tutti in guardia.

Cosa si può fare per darsi una scrollata di dosso e iniziare a lanciare un segnale che indichi quantomeno una volontà di cambiamento di un intero sistema? Il 2017 in arrivo, porterà con sé una primavera carica di aspettative. Ci sono le elezioni amministrative. Soprattutto a Lecce, c’è bisogno di una svolta. Noi non parteggiamo per nessuno. Vuoi perché il ruolo che ci siamo ritagliati, al di là del fatto che lo interpretiamo bene o male (siete voi a giudicarci), non ce lo permette. Vuoi perché, tolti pochi singoli nelle maggioranza e nell’opposizione, che quantomeno hanno dimostrato sprazzi di risolutezza nelle loro azioni e qualche buona idea, tira da troppo tempo un’aria dimessa.

Visto nell’insieme, il palazzo è una zattera che va alla deriva e in cui pure chi dovrebbe opporsi, troppo spesso sonnecchia. E, come sempre, si iniziano ad agitare le braccia solo quando c’è odor di scadenza. Vecchi e arcinoti meccanismi di una politica che sopravvive senza poco o nulla risolvere.

E allora, per prima cosa si dovrebbe guardare dentro se stessi. Perché in una piramide il vertice è puro riflesso della base. Bisognerebbe prima di tutto scrollarsi di dosso la tendenza al clientelismo, radice di ogni dolore. Le promesse, da qualsiasi parte arrivino, lasciano il tempo che trovano e servono solo a permettere a più di qualcuno di riscaldare poltrone. Né le ideologie di base, oggi, hanno più senso e peso.

Bisognerebbe, invece, guardare ogni singolo uomo e ogni programma. Con molta attenzione. A patto che qualcuno sia in grado di stilarne uno concreto. Quindi, studiarlo, valutarlo, capirne l’effettiva portata, premiare le reali intenzioni. Bisogna iniziare a capire, una buona volta, che dal più piccolo paese alle città, è necessario iniziare a inviare nei palazzi capitani coraggiosi e non arruffapopoli, persone che magari abbiano già dimostrato validità, affidabilità e onestà nella loro vita professionale. Con la logica del proprio orticello, si resterà sempre piccoli. E a lamentarsi ipocritamente di una classe che proprio noi abbiamo scelto.

E allora, iniziamo a fare il tifo per Lecce e per il Salento. Pretendiamo che gli schieramenti, tutti, si sforzino di presentare il meglio, non accattoni del voto e mestieranti. Iniziamo soprattutto a non svenderlo, questo voto. E’ uno dei più preziosi doni della democrazia.

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Commenti (31)

  • sono andato via da Lecce nel 1980 e la realtà non è affatto mutata, anzi registro, da quanto leggo, che sia anche peggiorata...allora le critiche ed i malumori venivano manifestati in piazza con intorno un capannello di amici e conoscenti, oggi si raccolgono attraverso la rete... 40 anni di progresso tecnologico globale hanno solo ubriacato lo spirito della gente del salento...è una sbronza che dura ancora e chissà mai quando passerà ... non è certo che fu D'Azeglio a dire "fatta l'Italia bisogna fare gli italiani", ma è sicuro che è ancora più improbabile che Lecce ed il salento possano essere fatti dai salentini, almeno quelli raccontati dall'articolo così vero ed analitico....ci vuole una rivoluzione culturale, una rivoluzione civica che ritengo alquanto lontana dal potersi realizzare, specie poi anche quando quelli che sembrano essere i soli baluardi cui potersi riferire, sono in sostanza riferimenti effimeri che annebiano...ho letto in diversi commenti le giuste ed oggettive critiche sulla metro di superficie; hanno speculato tutti sulla faccenda, politici di destra di centro e di sinistra, ma chi doveva far emergere attraverso le dovute indagini le eventuali concussioni, le eventuali corruzioni ha nicchiato facendo trascorrere il tempo necessario perchè arrivasse la prescrizione e scadessero i termini...

  • Ascoltate questa canzone di Battiato ma pensate al Salento...vedrete che lo amerete di più..\ -Un vento a 30 gradi sottozero inconstrastato sulle piazze vuote e contro i campanili...a tratti come raffiche di mitra...disintegrava i cumuli di neve ...e intorno i fuochi delle guardie rosse accesi per scacciare i lupi e vecchie coi rosari ....seduti sui gradini di una chiesa...aspettavamo che finisse messa e uscissero le donne...poi guardavamo con le facce assenti la grazia innaturale di Nijinsky...e poi di lui si innamorò perdutamente il suo impresario e dei balletti russi ...l'inverno con la mia generazione le donne curve sui telai vicine alle finestre...un giorno sulla prospettiva Nensky per caso vi incontrai Igor Stravinsky...e gli orinali messi sotto i letti per la notte e un film di Ejzenstejn sulla rivoluzione...e studiavamo chiusi in una stanza la luce fioca di candele e lampade a petrolio..e quando si trattava di parlare aspettavamo sempre con piacere....e il mio maestro mi insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro all'imbrunire...\

  • "e il mio maestro mi insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro all'imbrunire"

  • Questi sono anche i motivi per cui ci odiano al nord e come dargli torto , siamo bravissimi e argutissimi con le parole ma alla prova materiale dei fatti è completamente diversa la questione , perchè per noi evidentemente questa è la NORMALITA' noi non la vediamo come una cosa negativa , ci rendiamo conto di quello che siamo ma non cambiamo , il cieco sa di essere cieco ma non può guarire, il zoppo sa di essere zoppo ma non può guarire , la prostituta fa questa professione perchè si sente portata a farlo sa che è sbagliato ma non può fare a meno , noi siamo sporchi e culturalmente un disastro qui nel Salento, ma crediamo che essere sporchi sia normale, e il nostro livello culturale basso crediamo che non lo sia, Biagio non sporca , Faivre non sporca, Perrone non sporca, la gegia non sporca....il salento si sporca da solo...si degrada a livello urbano da solo...come nei film di fantascenza...diventiamo degli zombie la notte e dai tombini escono i ningja viscidi e bellicosi ...ma si in fondo il Salento è proprio qualcosa di surreale di effimero ...una Cuba del mediterraneo ...un luogo dove è nata la lingua italiana ...a poco a poco quasi mi piace e non la cambierei con nessuna altra terra al mondo , neanche con le fiabesche lande scozzesi o campagne olandesi piene di tulipani..."vagavo nei campi del Tennesse come ci ero arrivato non sò..." ( battiato ) ...non potrei vivere senza il mio paesaggio sporco brutto e cattivo.

    • Avatar anonimo di Chiappalu
      Chiappalu

      ma chi ti odia al nord????al nord manco ti pensano. Apparte alcuni idioti ignoranti (che ci sono anche qui) al nord se ne sbattono di noi. Siamo NOI che siam fissati con questa idiozia del "al nord ci odiano", anzi è gente come te che non viaggia a dirlo. il resto solito delirio, non lo leggo oltre.

  • Bene. Dal tono dei commenti si deduce che i leccesi finalmente si INDIGNANO. Danno segni di VITA , prima impensabili. È il primo passo. Dopo le parole, però, passiamo ai fatti. Facciamo sentire la nostra voce ai cosiddetti amministratori. Troviamo la maniera di farlo, altrimenti sarà tutto inutile ed avremo perso solo del tempo!

    • Avatar anonimo di Chiappalu
      Chiappalu

      i leccesi è dagli anni 60 che si indignano, fa parte del personaggio. indigno---->indigno per tutto---> non faccio nulla o faccio peggio di quelli che critico.

  • è veramente brutto sprecare l'unica vita che abbiamo in una città del genere

    • la vita è breve sia qua che in svezia...meglio sarebbe restare qua e migliorare questa terra.

  • Lecce prima è parte integrante del nostro quotidiano. Perché è stata una idea felice,perché sa fare con professionalità il proprio mestiere,sempre sul pezzo. Ed è un piacere leggere articoli così veri,che ricordano gli articoli di fondo della gazzetta del mezzogiorno degli anni '80....... Buon anno 2017 da affrontare con tenacia

  • grazie direttore a volte mi chiedo se sono io a vedere tutto negativo e invece no ,mi convinco sempre di piu' che siamo quello che siamo'ignoranti e zozzi, la politica lo sa e ne approfitta.culturalmente zero,loro si ergono pensando di essere li MEIU ,ma te la capu puzza lu salentinu.

  • Ma è cosi difficile incrociare le bollette della luce e del gas con quelle della spazzatura?. nel periodo del buonismo si potrebbe dare un termine per mettersi i norma magari con una piccola multa e poi controlli incrociati con le varie bollette e multe salatissime. Nel frattempo piccole telecamere ( che costano pochissimo - mi dispiace per chi vive di " percentuale sulle spese pubbliche";) nei punti ritenuti caldi. Un domanda: sarebbe possibile anche pubblicare il nome di quei miserabili, zotici incivili che vengono beccati ( anche quelli che girano in porsche o BMW)?

  • Letto il suo papiro...di cose ovvie...già sapute e risapute ...il leccese medio, quello con la puzza sotto il naso intendo, ha ben altro a cui pensare se non ad apparire a farsi vedere in giro col Bmw o il Porsche a stanziare nei locali più In ad andare in giro per le vie con le Hogan ai piedi la borsa Vuitton penzola al gomito e sigaretta d'ordinanza....quindi della sporcizia endemica o no... della criminalita endemica o no...di quelli che non pagano e mai pagheranno la spazzatura non gliene fregherà mai una mazza...l'importante è avere una classe politica di destra ovvio che perpetui la sonnolenza tipica leccese. Fa nulla poi se Lecce si candida senza mai ottenere nulla a capitale europea di qualcosa che mai otterrà. Anche perché nel frattempo se le è affibiate da sola le varie nomee tipo..."Lecce capitale del tarocco ops Barocco...oppure Lecce capitale dei "dossi" oppure Lecce Capitale dei Tubi (da interrare).... Insomma caro direttore sti leccesi fausi e cortesi...ma mi sa che cortesi lo togliamo.

  • Per motivi di lavoro e personali mi capita di trascorrere spesso dei periodi al nord o in altri stati d'Europa. Ed è in queste circostanze che le pecche della mia terra si evidenziano in maniera palese e stridente. Un banale esempio, ma che evidenzia due mondi completamente diversi: ero ospite di amici al Nord, un giorno suonano i vigili e gentilmente fanno notare al mio ospite, che nel suo giardino c'era dell'Ambrosia e doveva provvedere ad estirparla. Il mio amico mi ha detto che se non lo avesse fatto il giorno dopo, gli stessi Vigili sarebbero ripassati rifilandogli un costoso verbale. Ho pensato subito agli apatici vigili della mia città e a quello che mi avrebbero risposto, se li avessi chiamati per segnalare che il mio vicino aveva una produzione industriale di Parietaria e che mi provocava allergie a non finire. Non parliamo dell'igiene; passeggio in strade pulitissime, dove il pattume viene anche rimosso sulle strade provinciali e il pensiero corre alle nostre, zeppe di immondizia e buche, con assurdi rondó, dove non servono affatto e incroci mai completati, dove si vieta il traffico con un segnale stradale, giusto per mettersi a posto da eventuali rischi legali, ma che nessuno rispetta perchè altrimenti per baipassare quel 20 metri bisognerebbe girare mezzo Salento. Confesso che più di una volta mi è passata l'idea di alzare bandiera bianca e andare via, ma non lo faccio perchè significherebbe darla vinta agli sporcaccioni, ai maleducati, agli apatici e ai mafiosi, e non è giusto, perchè questa terra meravigliosa è anche mia!

  • Avatar anonimo di Chiappalu
    Chiappalu

    E anche quest'anno "di speranza visse". Non avete capito ancora che il Salento è così, è questo qui, e quello che chiedete è solo utopia. Ogni anno sparate e poi sperate. Ma sperate in cosa?  Lecce è sempre stata sporca perchè i cittadini sono dei cafoni e dei provinciali. Ci si atteggia a grande città del Barocco quando con i nostri manco 100 mila abitanti, siamo quasi nemmeno sulla mappa. Lecce è BELLISSIMA VERO! ma è un PAESE che si atteggia a grande città, ma è fatto di ricche famiglie, di nepotismo, di pettegolezzo, di ignoranza e pregiudizio del popolino. Tutti sanno di tutti, a Lecce "se sape". Dunque perchè ancora oggi SPERATE, che le cose CAMBINO? Lecce è QUESTO! Il Salento è sempre stato questo, è una PROVINCIA e come tale ha le caratteristiche di ignoranza e isolamento TIPICHE di tutti i paesini DI TUTTO IL MONDO. SPerate cosa quindi? CHE UN PAESE DEL SUD sconfondato nel tacco debba avere una economia florida e non incentrata sui "baroni" e su chi ha ereditato i soldi? e PERCHE? se tutti i paesi sono cosi?E' il Meridione. Sperate in una città senza rifiuti? perchè?I rifiuti viaggiano da NORD A SUD è sempre stato cosi. Il Messico è il cassonetto degli Stati Uniti.COsì è per noi. Scendono e si interra di tutto ECCO PERCHE' MORIAMO DI TUMORE. Non c'è bisogno di studi e consulenze di professoroni, pagate a suon di quattrini. Sperate in una città PULITA. E' perchè?, la provincia è chiusura ed ignoranza, e quindi inciviltà. Lo dimostriamo come leccesi IN OGNI NOSTRO ATTO, in OGNI MOMENTO, in OGNI GIORNATA dell'anno. E' il nostro DNA fate un giro a piedi, e notate, se non vi  investono prima Ieri ho dimenticato il cappello sulla panchina 2 secondi mi giro ed era sparito. Un vecchio cappellaccio MALANDATO pensate voi. Un paese ignorante non può migliorare, ne può cambiare, mettetevelo in testa. Anche negli anni 70 eravamo IDENTICI ad oggi.  Sperate che i politici possano fare quest e quello, e PERCHE? a che titolo? In un amibiente del genere un politico può essere "pulito" ? no. SPerate che non ci sia CRIMINALITA'? AL sud???AL meridione?? nella patria della SACRA CORONA??? dell'omertà e della mafia? ma STATE SCHERZANDO?? Allora ogni anno che SPERATE a fare? Accettatevi per quello che siete/siamo, non vivete nella ennesima ARROGANZA di pensare di essere meglio di così. Anche questo fa parte del "popolino leccese". Misero, falso e arrogante fino al midollo e se ci pensate, dentro di voi, sapete che è vero, Lecce è questa. A Lecce C'E' LA MAFIA, mettetevelo in testa bene.  QUESTA è la "città" signori, imparate A PRENDERLA ED APPREZZARLA (o tollerarla fate voi) PER QUELLO CHE E'. non per quello che potrebvbe essere e non sarà MAI. Vivrete meglio accettando la verità, perchè sapete che fine fa chi di speranza visse.... Siete onesti, siamo questo.

    • Sottoscrivo e condivido questa analisi lucida e realistica. Basta andare in qualunque altra parte del mondo civilizzato anche per un'ora per capire che è proprio così...

  • Questi assessori e sindaco hanno umiliato la nostra povera lecce con servizi inadeguati. Il personale della nettezza urbana sottodimensionato e sottopagato come ho avuto modo di chiedere a questi lavoratori insoddisfatti. Ci hanno mortificato con la raccolta porta a porta dei rifiuti con cestelli per la strada a qualsiasi ora stracolmi di tutto. Strade sporche, letami di cane e le strade che a malapena spazzare una volta a settimana. Tranne quelle del quadrilatero dei signorotti e assessori scopate tutti i giorni. Qui zona salesiani una volta a settimana se va bene e non piove. La stazione ferroviaria ridotta a dormitorio di extracomunitari come alcune strade di lecce dove vedi solo sta gente perennemente al telefono a non fare nulla (ma come campano). Il nuovo mercato di Settelacquare mai aperto e già distrutto covo di drogati e senzatetto Il primo candidato sindaco l'ho già mandato a quel paese e gli altri faranno la stessa fine. Questa classe politica ha fallito e dovrà andarsene a casa e non dovrebbero neppure permettersi di andare in giro a elemosinare voti. Mi assumo la responsabilità di quello che dico e autorizzo chiunque a moltiplicare e condividere questo grido di dolore della nostra povera Lecce. Mimmo De Benedittis 349-6603191

  • Stimatissimo Direttore, ha dato voce a tanti dei miei pensieri. Dalla gestione della città a quello che si potrebbe e dovrebbe fare per il futuro. Le sue parole critiche nell'analisi di tutto ciò, le faranno avere sicuramente tanti nemici o meglio falsi amici che la blandiranno come al solito fare in questa realtà cittadina esemplare espressione del provincialismo più basso. Continui ed insista, chissà che qualche coscienza non si scuoti.

  • Qui da noi è vergogna andare in bici ma non è vergogna buttare il pacchetto di sigarette per terra...ma di cosa parliamo ?

    • Avatar anonimo di Chiappalu
      Chiappalu

      ma non lo sarà per te, non lo sarà.

  • Egregio direttore , ho letto più volte e con attenzione quanto da Lei esternato con , garbo , precisione , preparazione, competenza , il tutto con una proprietà di linguaggio non comune. Tutto rispondente alla realtà, condivido tutto e sopratutto alcuni punti che , mi perdoni , riporto : “ La vitalità sregolata di Gallipoli, per esempio, è una macchina da soldi che fa gola anche ai potenti clan camorristici. E’ un problema da non sottovalutare, perché, ora a macchia di leopardo, rischia di diventare micidiale e robusto organismo che si alimenta su angoscia e omertà, senza una cura tempestiva ed efficace. Noi l’avevamo scritto in tempi non sospetti, persino prima che l’ormai ex procuratore Cataldo Motta, che va via lasciando una pesante eredità, ne parlasse apertamente, mettendo tutti in guardia.“ “Bisognerebbe prima di tutto scrollarsi di dosso la tendenza al clientelismo, radice di ogni dolore. Le promesse, da qualsiasi parte arrivino, lasciano il tempo che trovano e servono solo a permettere a più di qualcuno di riscaldare poltrone. Né le ideologie di base, oggi, hanno più senso e peso.” “ bisognerebbe, invece, guardare ogni singolo uomo e ogni programma. Con molta attenzione. A patto che qualcuno sia in grado di stilarne uno concreto. Quindi, studiarlo, valutarlo, capirne l’effettiva portata, premiare le reali intenzioni. Bisogna iniziare a capire, una buona volta, che dal più piccolo paese alle città, è necessario iniziare a inviare nei palazzi capitani coraggiosi e non arruffapopoli, persone che magari abbiano già dimostrato validità, affidabilità e onestà nella loro vita professionale. Con la logica del proprio orticello, si resterà sempre piccoli. E a lamentarsi ipocritamente di una classe che proprio noi abbiamo scelto.“ Aggiungerei, per la raccolta della differenziata , sopratutto a Gallipoli che “ è inesistente “ bisognerebbe iniziare dalle scuole materne ad insegnare ai bambini cosa significa e come deve essere fatta e continuare nelle scuole . Per quanto riguarda la politica specie quella locale, a mio avviso , una mano, invece la dovete dare voi PUBBLICANDO i commenti scomodi per qualcuno , esenti da reati , che commentatori più attenti pubblicano in onore della legalità e trasparenza sul vostro sito . La ringrazio comunque per il lavoro svolto , e auguro a Lei e alla Sua famiglia un 2017 ricco di soddisfazioni professionali sempre in ottima salute.

    • Siamo lontani anni luce da cosa vuol dire rispetto del territorio, qui dove buttare carte per terra è la normalità , ma secondo te siamo consapevoli della nostra inciviltà ? direi che siamo...sotto...l ignoranza.

  • Un’analisi lucida, la sua, caro Direttore. Ha messo in luce gli innumerevoli problemi che affliggono Lecce ed il Salento in generale. Una città che ogni anno sta andando sempre più alla deriva gestita (è un eufemismo) da una classe politica inetta, abulica, ma anche completamente assente. In prossimità delle prossime elezioni ,che vedranno in lista i soliti personaggi ormai fossilizzatisi nel Palazzo, si cerca di riqualificare qualche zona della città facendo più danni che ovviare a preesistenti problemi. Si veda l’esempio di Via Leuca o di Via Pordenone (quest’ultima ridotta ad un’unica stretta carreggiata dalle due precedenti) con “parcheggio macchine” sui marciapiedi ed impossibilità degli operatori ecologici – quando passano – di spazzare rifiuti abbandonati da persone incivili, ma anche da foglie, volantini, ed ogni genere di oggetto portato in giro dal vento specie quando soffia con maggiore intensità. Assenza di lavoro, povertà diffusa, criminalità spicciola e non, contribuiscono a rendere sempre più precarie le condizioni di vita dei cittadini che pur considerano Perrone uno dei migliori sindaci d’Italia. In base a quali meriti, mi domando. Non andrò a votare, associandomi alle considerazioni di un altro inserzionista che ha commentato questo suo articolo. A Lei ed a tutta la redazione auguro sinceri auguri di buon anno ed un sentito ringraziamento per le preziose notizie che puntualmente raggiungono noi lettori.

  • Avrei voluto anch io fare un discorso lunghissimo ma per rispetto del Pezzo sarò breve, questo siamo nel salento non ce niente da fare, la politica è incapace , gli abitanti hanno una ignoranza inconsapevole...ma una chiara visione della realtà.

    • Avatar anonimo di Chiappalu
      Chiappalu

      Avrei voluto anch io fare un discorso lunghissimo ma per rispetto del Pezzo sarò breve.

      E anche di questo, ti saremo eternamente grati. 

  • E il Sindaco Perrone passa ... da ristoranti stellati a negozi di alta moda !!!

    • Avatar anonimo di Chiappalu
      Chiappalu

      questi sono cavoli suoi e della sua vita, e di come spende i suoi soldi non è affar nostro, e occuparcene è quello che fa di noi proprio i provinciali che siamo. I problemi sono ALTRI, non dove mangia, e citare la vita personale fa capire che PERSONE SIAMO, e che livello di comprensione dei problemi pari a ZERO noi abbiamo. I problemi sono che è un PESSIMO sindaco ed ha ulteriormente distrutto questa città, non certo dove spende (invidia?) i suoi soldi.

  • Finezza pungente di questa missiva caro direttore, buon anno a lei e a tutto il suo staff sempre presente. Saluti sinceri

  • Quadro perfetto della situazione del "Nostro" SALENTO ... a cui mi permetta di aggiungere i danni ambientali ed economici causati dalla xylella che giorno dopo giorno stanno trasformando il paesaggio del territorio da florido e fertile in arido e desertificato con scenari da ..."The day after".....speriamo bene sopprattutto per le nuove generazioni !!! Buon anno!!!

  • Stimatissimo direttore, ho letto con attenzione il suo  reale sfogo , piu' che un'articolo.Semmai ce ne fosse stato bisogno Lei ha fatto un quadro di  limpida chiarezza di quel che è divenuto il nostro amato e martoriato salento. Peraltro I commenti di noi lettori su questo giornale, sono quasi sempre in linea su cio' che Lei ha appena evidenziato, esprimendo malcontento generale, e a volte di duro sfogo verso le istituzioni e i loro loschi personaggi. Dovrei farLe solo una piccola osservazione su una frase da Lei scritta : „ è necessario iniziare a inviare nei palazzi capitani coraggiosi e non arruffapopoli, persone che magari abbiano già dimostrato validità, affidabilità e onestà nella loro vita professionale.“ Dimentica che il potere politico...anzi partitico, ci ha privati di questa prerogativa, noi cittadini gia' da anni non abbiamo piu' la facolta' di votare le persone che riteniamo oneste e preparate ad affrontare una situazione di grave degrado socio-economico.Ci hanno messo in condizione di votare solo  coloro che LORO decidono di mettere in lista. E' questo il motivo percui il sottoscritto  da decenni non si reca piu' alle urne.Mi è stata privata questa liberta' e come piu' volte anche scritto in precedenti commenti,non voglio avere sulla coscenzail fatto  di  essere stato complice di pseudo politici corrotti e corruttibili.Per quanto riguarda tutto il resto dell' articolo, mi trova perfettamente in linea col Suo pensiero,cosi' come penso lo siano tutti i lettori onesti del prestigioso giornale che Lei dirige con amore e dedizione. Con l'occasione i miei personali auguri  di buon ANNO a Lei, a  sua moglie e a tutta la redazione, che con enorme sforzo spinto da amore del giornalismo, porta avanti un lavoro gravoso e ci tiene informati su accadimenti del nostro territorio senza nulla chiedere.Ancora grazie!  

  • Buon anno e buon lavoro a tutti voi di Lecceprima.. E a quando il risveglio delle coscienze? Spesso me lo chiedo anche io.

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