Loschi movimenti nell'area di servizio, nei guai per prestito di Playstation

La polizia è piombata nell'area, i due hanno tentato di allontanarsi con le auto. Poi, la scoperta. Ma di questi tempi...

LECCE - Tardo pomeriggio, un’utilitaria e una berlina posteggiate nella penombra di una stazione di servizio, una di fronte all’altra. In piedi, le sagome di due soggetti, intenti a confabulare, chissà, forse a scambiarsi qualcosa. Ma cosa? Ai poliziotti la scena deve essere apparsa più che sospetta e le loro ipotesi che ci potesse essere qualcosa di losco sono sembrate prendere forma quando si sono avvicinati con uno scatto improvviso. La semplice vista di un’auto di pattuglia, infatti, deve aver provocato i brividi sulla schiena dei due che non ci hanno pensato un attimo e, agendo d’istinto, si sono infilati nelle rispettive auto, per dare subito gas.

La berlina, però, non ha percorso nemmeno un metro. E’ stata fermata subito. Il conducente dell’altra auto, invece, come nulla fosse, ha percorso una rotatoria, poi ha provato a infilarsi nel parcheggio di un supermercato, mentre gli agenti si affannavano con paletta e sirene. E allora, cosa stava accadendo? Scambio di droga? Armi? Marijuana, cocaina, kalashnikov? Macché: a quanto pare, uno stava prestando all’altro una consolle Playstation e un gioco.

In “antichità”, cioè solo pochi giorni addietro, una simile scena sarebbe apparsa solo bizzarra e non si sarebbe arrivati, comunque, a reali conseguenze. O, meglio, non si sarebbe proprio verificata la scena, perché il prestito sarebbe avvenuto in maniera normale, magari con una visita a domicilio, come si conviene fra amici o in un bar, davanti a un caffè. Ma nell’Italia percorsa come un’onda dal nuovo e pericoloso ceppo di coronavirus e, quindi, dalle rigorose misure restrittive imposte dal Governo, per un leccese di 45 anni, e per un suo amico, 20enne di Surbo, tutto ciò è costato una denuncia a piede libero, andando così a rimpolpare le già ampie statistiche di questi giorni.  

Il fatto è avvenuto venerdì pomeriggio ed è fra i più curiosi degli ultimi giorni, per la dinamica. I due, infatti, si erano appena incontrati nell’area di servizio Ip di viale della Repubblica, non lontano da via Taranto, quando è arrivata una delle tante vetture della polizia, in questo caso un equipaggio della Delta, dipendente dall'Ufficio di gabinetto della Questura, che in questi giorni percorrono il capoluogo. Il 20enne, come detto, non ha fatto a tempo ad allontanarsi, mentre il 45enne, dopo aver raggiunto il parcheggio del vicino Lidl, ha spiegato agli agenti che era uscito semplicemente per fare la spesa.

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E sarà stato anche vero, solo che davanti all’intermezzo, quello stop nell’area di servizio e l’allontanamento, i poliziotti hanno voluto vederci un po’ più chiaro. Scoprendo, alla fine, come vi fosse stato un rendez-vous giusto per la consegna di consolle e gioco, e che dietro non c’erano aspetti loschi. Tant’è. In questi giorni, come per molte altre questioni un tempo di pura routine, un simile fatto rappresenta un serio motivo per inciampare nell’articolo 650 del codice penale, riguardante l’osservanza dei provvedimenti dell’autorità. Ed è bene che tutti si mettano in testa che le regole vanno osservate, per senso di responsabilità collettiva. Chiunque può essere inconsapevolmente vettore del Covid-19 e non solo, consapevolmente, trasportatore di una consolle per videogiochi.

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