Dalla finestra del "Galilei" cade per terra un'ogiva: misteriosa sparatoria notturna

Un collaboratore scolastico dell'istituto per geometri, questa mattina, ha trovato la finestra della Terza B frantumata e un pezzo di proiettile. Sul posto per le indagini la polizia. Non è chiaro se il colpo sia stato esploso volontariamente contro la scuola o se l'abbia colpita di rimbalzo

Il foro provocato dal proiettile.

LECCE – Immaginarsi lo sguardo che deve aver fatto questa mattina un collaboratore scolastico dell’istituto tecnico per geometri “Galileo Galilei” di piazza Palio, quando s’è ritrovato ai suoi piedi un’ogiva, caduta dall’alto di un’imposta.

Facendo il giro fra le aule del corridoio a lui assegnato, quando ha sollevato una delle tapparelle della classe Terza B per far entrare la luce del sole prima dell’ingresso in classe degli studenti, ha visto piombare sul pavimento alcuni frammenti di vetro della finestra, poi quel pezzo di metallo. L’inconfondibile parte di un proiettile. Un vero e proprio “giallo” sul quale ora stanno indagando gli investigatori della questura di Lecce.

Il plesso scolastico è molto ampio. L’ingresso principale si affaccia sulla parte iniziale della piazza, quasi in prossimità dell’entrata nella tensostruttura che ospita i padiglioni di “Lecce Fiere”. Il colpo d’arma da fuoco, però, è stato indirizzato verso l’ala che volge lungo viale della Libertà, nel tratto finale della provinciale che collega verso la marina di San Cataldo.

I primi ad arrivare sul posto sono stati gli agenti di polizia delle volanti, per un sopralluogo, che hanno atteso gli specialisti della scientifica per i rilievi fotografici e per reperire l’ogiva. L’inchiesta è ora in mano alla Digos, reparto diretto dal vicequestore aggiunto Raffaele Attanasi.

Si presume che il proiettile sia stato esploso durante la notte. Sembra che qualche residente, in effetti, abbia udito un botto, senza però prestare attenzione particolare. D’altro canto, la strada è ampia, il foro sulla finestra piccolo, la scuola ben distante dalle abitazioni private e di notte in quel punto il buio regna quasi sovrano. Impossibile sul momento capire cosa fosse avvenuto.

E’ stata la dirigente scolastica, Addolorata Mazzotta, ad avvisare la polizia, questa mattina, per poi recarsi in questura per sporgere denuncia ed essere ascoltata. La classe Terza B si trova al primo piano, quasi al centro dell’ala dell’edificio più esterna, pressappoco in direzione di piazzale Como. Difficile per ora capire se qualcuno intendesse esplodere un colpo d'arma da fuoco verso la scuola e, in particolare, indirizzandolo proprio su quella finestra. Il proiettile s’è conficcato sotto il montante d’alluminio superiore, rimasto anche leggermente annerito.

Questo non è un dettaglio da poco, perché anche una mano non avvezza al grilletto sarebbe stata probabilmente in grado di centrare meglio l’obiettivo, ad esempio infilando la pistola tesa fra le grate del muretto esterno dell’istituto. Ragion per cui si ritiene che il proiettile possa aver colpito quell’imposta di rimbalzo, cioè che il colpo sia stato esploso verso un altro obiettivo. Ma per quale motivo e contro chi, eventualmente? Un’auto o uno scooter in fuga? Una persona allontanatasi a piedi? Interrogativi per ora senza risposta.

Di certo, i vari istituti scolastici di piazza Palio sorgono a ridosso di una zona calda di Lecce, quella 167 più volte rastrellata negli ultimi periodi dalla squadra mobile nell’ambito di diverse inchieste giudiziarie sui cambiamenti di strategie e alleanze in seno alle organizzazioni malavitose del capoluogo. Di mezzo, la suddivisione del territorio per lo spaccio di stupefacenti, le estorsioni ed altre attività criminali, in un momento di riassetto dei vertici in cui non sono mancate, come noto, forti tensioni. Con tanto di bombe e sparatorie. 

Proprio nelle vicinanze, inoltre, la notte a cavallo fra 4 e 5 dicembre, il fruttivendolo che sosta abitualmente con il proprio stand quasi a ridosso dell’ingresso dell’istituto per geometri, è stato fatto oggetto di un attentato con una molotov (il secondo negli ultimi anni), lanciata da due individui fuggiti a bordo di uno scooter.

Gli investigatori ne terranno ovviamente conto, anche se sembra fin da ora difficile trovare un nesso, al di là dell'inquietante vicinanza temporale fra gli episodi. Lo stand dista diverse centinaia di metri dal punto in cui è stato esploso il colpo e per arrivarvi, rispetto a quella posizione, bisogna voltare l'angolo all'altezza della rotatoria posta all'ingresso di Lecce. Insomma, l’enigma permane. 

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