Immersioni e ricerche, ma per ora nulla di fatto. Quell'ordigno non si trova più

A San Cataldo artificieri della Marina invano hanno cercato la mina anticarro segnalata da un sub. Nascosta dalla mareggiata

Volti perplessi a San Cataldo, questa mattina.

SAN CATALDO – Il mare, questa ingovernabile distesa di liquido arrivato dallo spazio su e giù qualche miliardo di anni or sono con un bombardamento di meteoriti, dimostra ancora una volta tutto il suo carattere inaffidabile e dispettoso. Tanto che, se a Porto Cesareo, con macabra goliardia, ha riconsegnato alla superficie un antico sarcofago con tutto il suo contenuto di ossa, a San Cataldo ha divorato un presunto ordigno, molto probabilmente una mina anticarro del periodo bellico, che un sub ha notato nei giorni scorsi non lontano dall’antico Molo Adriano, avvisando la guardia costiera.

Video | Le vane ricerche in mare dei militari

Stamattina, dunque, era tutto pronto per il recupero e l'eventuale brillamento, ma non c’è stato verso di rintracciare la bomba. Quella che per gli specialisti del nucleo Sdai della Marina militare doveva essere un’operazione di routine, s’è tramutata in una caccia al tesoro. Ma niente fuochino e fuoco: solo acqua, acqua e acqua. Tanta acqua. Insomma, l’oggetto avvistato e segnalato, che il 14 novembre scorso aveva fatto scattare l’interdizione dello specchio d’acqua per un raggio di 100 metri, con ordinanza dell’Ufficio circondariale marittimo di Otranto, non c’è più. O, meglio, il mare l’avrà spostato, magari nascosto sotto la sabbia.

Nella marina a 11 chilometri da Lecce le operazioni sono iniziate attorno alle 10 di mattina. Polizia locale, protezione civile della Sea Guardians e guardia costiera dell’ufficio locale marittimo a terra; gli artificieri in mare, laddove era stato posto una sorta di galleggiante con un filo agganciato, per indicare la presenza nelle vicinanze dell’ordigno. Ma le ripetute immersioni non hanno portato all’agognato ritrovamento. E alla fine, dopo due ore circa di sondaggi, i militari hanno dovuto gettare la spugna.

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Così, si torna al punto di partenza. Semmai la mina anticarro dovesse essere riavvistata, si procederà con una nuova interdizione e una seconda ricerca. Sperando nella clemenza del mare che, sospinto da uno scirocco inferocito, nell’ultima settimana si è divertito a provocare ogni sorta di danno. 

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