E c’è chi spara fuochi d’artificio. Il rispetto resta ancora il grande assente

Raffica di sanzioni. Come sempre. Chi va al mare, chi brucia rifiuti, chi va a trovare amici. Ma avete capito che c'è una pandemia?

LECCE – Quattro denunciati, nove sanzioni in tutto, a livello amministrativo, eccetera, eccetera.

Così inizierebbe l’ennesimo articolo sulla questione dei controlli circa gli spostamenti riguardanti il Covid-19 e le dovute certificazioni. Ma, prima di entrare nel dettaglio di cronaca, una verità evidente, sotto gli occhi di tutti. Forse occorre una piccola riflessione. Semplice e amara. Più persone continueranno a non rispettare i decreti, più tardi si uscirà da quest’impasse che blocca l’economia, dalla grandi aziende, passando dai liberi professionisti, e chiudendo con le piccole botteghe. Rispettare le norme, significa rispettare noi stessi, tutti, gli altri. I vicini di casa, gli amici, i parenti. Gli sconosciuti. Il mondo.

Purtroppo, questo semplice e immediato concetto, non entra nella testa di tutti. E così, bisogna fare, ogni giorno, la conta delle infrazioni. E, si badi bene, i numeri non tradiscono nemmeno la realtà di fatto, perché ogni corpo fornisce i suoi. La polizia, i carabinieri, la finanza (che non li fornisce proprio; mai arrivato un comunicato), la polizia locale. Così, si ha soltanto una visione parziale della cifra di infrazioni quotidiane. Qualcosa che non rende nemmeno lontanamente l’idea di quanti trasgrediscano. Forse, questi numeri dovrebero essere accorpati ed esibiti, ogni giorno, dalla Prefettura. In fin dei conti, non è una richiesta assurda quella di avere un quadro completo delle trasgressioni.  

In ogni caso, bastano gli occhi puntati sulla città di chi ha il vizio di osservare, per rendersi conto che in giro, sì - lo dicono in tanti ed è vero -, ci sono ancora e sempre troppe, troppe persone. Controllare tutti, forse è impossibile. E forse, in qualche caso, s’è pure tollerato qualche comportamento. Ma così, davvero, non si va da nessuna parte. Si rallenta solo la ripresa. La ripresa della vita di tutti.

Tant’è. E’ utopistico che tutti comprendano. Ce ne rendiamo conto. Ci sarà sempre la fetta importante di strafottenti. Dobbiamo fare i conti con questa realtà. Ma se posso sorridere sull'anziana che finge di essere ammalata per tagliae la cosa al supermercato, ci sono altre cose che, davvero, non accetto.

Solo per dirne una, mentre vi scrivo, da casa, una traversa di via Leuca, ho cambiato in corsa l'articolo, mentre stavo per pubblicarlo. Sì, percé nelle mie orecchie è esploso il rumore di fuochi d'artificio. Non me la sto inventando, questa storia. Li ho sentiti davvero, i fuochi. E non va bene. Chi li ha sparati e perché? Quanti erano a spararli e dove? Era opportuno farlo? Senza autorizzazioni, non si potrebbe fare nemmeno in tempi "normali".

E' così che ci rispettiamo fra noi? Sparando fuochi mentre, intorno, muoiono persone? E quando impareremo? Posso chiedere alle forze dell'ordine di fare una verifica, in una zona compresa fra quartiere Leuca di Lecce e rione Castromediano di Cavallino? Sono mesi che sento esplodere fuochi, di sera, fra le 21 e mezzanotte. Dal momento in cui è iniziata l'emergenza, silenzio. Stasera, però, eccoli di nuovo. Mi hanno infastidito più del solito. Molto più del solito. Li ho trovati vergognosi, deliranti. Osceni.

Ma veniamo a oggi...

Ma vediamo oggi cosa segnala la polizia locale di Lecce. Un incendio, per esempio. Fumo nero visto sollevarsi in mattinata dalla strada provinciale Lecce-Novoli, nei pressi di Villa Convento, frazione di Lecce. La segnalazione è arrivata presso la centrale operativa di viale Rossini da un residente. E la pattuglia, giunta sul posto, ha accertato la presenza di tre uomini. Erano  nell’area retrostante un’impresa di costruzioni. E stavano bruciando mucchi di sfalci di potatura, pallet, attrezzature e manufatti cementizi dismessi, oltre a legname con parti metalliche e tubi di plastica.

Due operai e un geometra sono stati denunciati per combustione illecita di rifiuti speciali. Ci saranno poi altri accertamenti sulle autocertificazioni dei tre e sulla posizione del titolare dell’azienda.

E non è tutto. Sempre oggi, la polizia locale ha acquisito 160 autocertificazioni. Le sanzioni, in nove casi, per ingiustificato spostamento. Ovvero: un uomo fermato in via Adriatica, di ritorno da Spiaggiabella; un altro che si intratteneva in un parco cittadino; ancora, due giovani residenti a Novoli, diretti a casa di un’amica in zona Stadio; e poi, una coppia, lui di Carpignano Salentino, lei di Villa Convento, avvistati in città in mattinata e verbalizzati nel primo pomeriggio. Da aggiungere, una giovane coppia di ritorno da Torre Chianca, priva di una giustificazione plausibile.

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Dulcis in fundo, una donna è stata verbalizzata dopo un intervento su segnalazione dell’occupazione abusiva di un alloggio comunale. Chiaramente, la cosa l’è costata anche la denuncia all’autorità giudiziaria. Sedici, poi, sono state le attività commerciali aperte e controllate. Sono risultate tutte in regola con l’applicazione delle misure di distanziamento sociale e la pubblicità dei prezzi.

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Ma alle mie orecchie, credetimi, sono stati quei fuochi inopportuni a suscitare davvero fastidio. Mi hanno disturbato. E molto. Il suono della maleducazione, progapato per chilometri. Troppo spesso, il grande assente è e resta il rispetto. Suggestione? Sarà che avevo da poco finito di leggere l'articolo di RomaToday sulla morte del papà di una collega. L'ha ucciso il Covid-19, sì.

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