Sostanze stupefacenti in casa o in auto per spaccio, condanne per quattro

Sono tutti casi distinti che arrivano da Lecce, Casarano, Cursi e Leverano. Tre patteggiamenti e una pena con giudizio abbreviato

Nella foto, il materiale sequestrato a Vivenzio.

LECCE – Quattro casi con al centro lo spaccio di droga sono stati definiti nelle ultime ore, nel corso delle udienze davanti al giudice Michele Toriello, con l’accusa rappresentata dal pubblico ministero Paola Guglielmi. Tre di questi si sono chiusi con patteggiamenti, il quarto con un giudizio con rito abbreviato.

Spacciava eroina vicino al Tribunale

Tre anni di reclusione, 14mila euro di multa e interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Giuseppe Vivenzio, 51enne leccese, attualmente ancora detenuto in carcere, ha patteggiato per un’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. L’uomo, vecchia conoscenza delle forze dell’ordine, era stato arrestato a fine gennaio dai carabinieri della Sezione radiomobile che, dopo aver controllato per giorni i movimenti in un appartamento (ironia della sorte, nei pressi del Tribunale), avevano fatto irruzione al momento opportuno.

Vivenzio era stato trovato con circa 32 grammi di tipo eroina, dai quali si sarebbero potute ricavare almeno 120 dosi. Il blitz era scattato subito dopo l’uscita dall’appartamento, al pian terreno di via Colonnello Archimede Costadura, di una donna che aveva appena ricevuto una dose da 0,30 grammi. Dentro, i carabinieri avevano trovato di tutto, anche siringhe già pronte per chi avesse voluto sballarsi direttamente fra le mura domestiche. L’uomo era difeso dall’avvocato Luciano Calò. 

Trovato con 1 chilo di hashish in auto

Difeso dall’avvocato Luigi Corvaglia, ha scelto la via del patteggiamento anche Niko Andrea Totaro, 25enne di Casarano, fermato a febbraio dai carabinieri con ben dieci panetti di hashish, per 1 chilogrammo di peso. Due anni e 4mila euro di multa la pena concordata, con sospensione condizionale. E’ stata dissequestra l’autovettura sulla quale fu fermato, un’Audi A5. Revocata anche la misura cautelare dell’obbligo di dimora a Casarano.

In casa dosi di cocaina e denaro

Quattro mesi di reclusione e 700 euro di multa, con sospensione condizionale della pena, invece, per Carmela Scandiffio, 34enne di Cursi.  Ha patteggiato con l’avvocato Dimitry Conte. Nel suo caso, fu fermata con diciassette dosi di cocaina e tre bilancini elettronici, più 800 euro nella borsa, soldi presumibilmente ricavati con lo spaccio, non avendo un lavoro o altre fonti di reddito in generale. Revocato anche nel suo caso l’obbligo di dimora a Cursi, ancora pendente.

Fermato con mezzo chilo di "erba" e cocaina

E’ stata, infine, definita nel giudizio abbreviato la pena per Flori Peto, il 26enne albanese, residente a Leverano, arrestato alla fine di gennaio: due anni e 3mila euro di multa, con sospensione condizionale della pena e non menzione, più immediata scarcerazione. Il giovane era difeso dall’avvocato Cosimo D’Agostino.

Peto fu trovato con 500 grammi circa di marijuana in casa, più 5,5 di cocaina. Il pubblico ministero aveva invocato due anni, otto mesi e 8mila euro di multa. La difesa, dal canto suo, avevano chiesto la riqualificazione del reato, rifacendosi al quinto comma dell’articolo 73 del Decreto del Presidente della Repubblica 309/1990 (produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti e psicotrope), almeno per la cocaina, con riconoscimento delle attenuanti generiche.

Il comma richiamato, così recita: “Quando, per i mezzi, per la modalità o le circostanze dell'azione ovvero per la qualità e quantità delle sostanze, i fatti previsti dal presente articolo sono di lieve entità, si applicano le pene della reclusione da uno a sei a anni e della multa da euro 3.000 a euro 26.000”. Nella vicenda era rimasta coinvolta anche la compagna del giovane, una leveranese, scarcerata subito dopo l’udienza di convalida. La posizione di quest'ultima è stata poi archiviata. 

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