Scoperta choc: mercurio liquido sversato su un'area nelle campagne

E' successo in via Roggerone, poco dopo San Ligorio. L'alta tossicità del metallo pesante è ben nota. Si rischiava l'infiltrazione nella falda acquifera. Sul posto polizia locale e tecnici dell'Arpa. Indagini per trovare i colpevoli

LECCE – Il sacchetto nero pieno di rifiuti abbandonato sotto un albero è il minimo che si possa trovare, in una città in cui ancora troppi “furbi” non hanno fatto bene i conti con la raccolta differenziata e il pagamento della Tari. Qualche volta capita persino di peggio, per esempio di imbattersi in fiale e siringhe sporche di sangue. Ma quanto rinvenuto oggi in via Roggerone, sconfigge di gran lunga ogni ritrovamento possibile e immaginabile: mercurio liquido. La cui tossicità è tale, anche solo al tatto e all’inalazione, che dal 2009 l’Italia ha bandito i vecchi termometri.

Ce n’era talmente tanto, nel terreno, di questo metallo pesante, da occuparne circa un metro in lunghezza, per diversi centimetri in larghezza. Si è ben oltre l’inciviltà. Un crimine vero e proprio, particolarmente grave se si considera quale tipo di danno ambientale, quale rischio per la salute possa provocare il mercurio, in caso d’infiltrazione nel terreno e, quindi di contaminazione della falda acquifera. Ed è stato un vero choc, osservare da vicino quella lingua di terra colma di gocce di mercurio, persino per gli agenti di polizia locale che per primi hanno svolto il sopralluogo. A memoria, nessuno ricorda qualcosa di simile, almeno di recente.

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Via Roggerone, strada che raccorda la provinciale per San Cataldo con quella per Torre Chianca, rasentando chilometri di campagna leccesi e rade ville e masserie, è un luogo che qualcuno ha ritenuto abbastanza isolato per scaricare il “rifiuto” e filarsela. Probabilmente a tarda ora, per evitare di essere notato da qualcuno. E l’ha fatto ai margini della strada, in un punto poco dopo la frazione di San Ligorio, in cui non vi sono edifici vicini e, quindi, nemmeno eventuali videocamere “indiscrete”.

E’ stato un passante, attorno alle 11 di oggi, ad accorgersi del metallo liquido argenteo sversato sule terreno e a dare subito l’allarme. Una pattuglia di agenti di polizia locale ha raggiunto la zona e, quando gli agenti hanno verificato con i loro occhi che, con ogni probabilità, si trattava realmente di mercurio, hanno subito avvisato l’Arpa. La quale ha inviato due tecnici della prevenzione per un campionamento. La polizia locale ha poi richiesto l’intervento di una ditta specializzata. Dovrà occuparsi di recuperare e smaltire il materiale, sondando con molta cura l’area, perché alcune gocce si sono sparse fra l’erba.

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Ma chi poteva disporre di un quantitativo così grosso di mercurio, di cui poi, evidentemente, ha preferito sbarazzarsene in maniera così inopportuna, pur di non pagare il costo per lo smaltimento? E da quanto il mercurio era lì? E - soprattutto -, la domanda più inquietante: è possibile che vi siano stati altri sversamenti? Non nelle immediate vicinanze, da un controllo accurato, ma per ora tutta la faccenda resta un mistero sul quale la polizia locale, che ha sequestrato il punto incriminato, ha avviato un’indagine. Fra l’altro, il materiale deve essere stato lanciato da un unico recipiente, poi portato via. Nel punto del ritrovamento non sono stati trovati vetri frantumati o parti di altri, eventuali, contenitori.

L’unica fortuna: il metallo liquido è stato notato in tempo utile affinché fosse eliminato, prima dell’arrivo di qualche acquazzone. Già oggi, nella zona centrale del Salento, verso Cutrofiano, si è abbattuta una violenta grandinata. Un mezzo miracolo, allora, che qualcuno l’abbia notato, perché il punto in cui è stato sversato è talmente desolato che il mercurio avrebbe rischiato di non essere scoperto per molto tempo. Forse, mai, se sparpagliato o assorbito dal terreno per via di piogge utimamente sempre più torrenziali.

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