Tentata rapina al market: “Ho perso il mio lavoro di pizzaiolo per il Covid-19”

Dopo l’interrogatorio di garanzia per il 33enne arrestato giovedì dalla polizia sono stati disposti gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Ha spiegato al giudice di aver agito per disperazione

LECCE - Bloccato e arrestato dalla polizia dopo il tentativo di rapina nel minimarket di via Marinosci (il colpo non è andato a buon fine per la pronta reazione del cassiere), oggi lascia il carcere e per lui il giudice dispone gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. Dopo l’interrogatorio di garanzia ha lasciato il carcere Andrea Stampete, 33enne leccese che giovedì pomeriggio aveva tentato di rapinare un supermercato di via Marinosci. Per lui il magistrato di turno, Alberto Santacatterina, dopo l’arresto aveva chiesto l’applicazione della misura cautelare in carcere. Il gip Marcello Rizzo invece ha deciso di accogliere l’istanza dei difensori, gli avvocati Rita Ciccarese e Valentino Aventaggiato ed ha disposto gli arresti domiciliari con l’uso del braccialetto elettronico.

Il 33enne, insieme ad una giovane donna (una 33enne indagata a piede libero per la tentata rapina) si era presentato presso il negozio di via Marinosci ed aveva puntato una pistola, poi rivelatasi una scacciacani, contro il cassiere intimandogli di consegnare il denaro contenuto in cassa. La vittima, tuttavia, non si era scoraggiata ed aveva minacciato il rapinatore con un coltello, costringendolo così a desistere e a darsi la fuga. Grazie all’accurata descrizione della vittima e ai filmati di videosorveglianza, Stampete è stato identificato e poi arrestato dagli agenti delle Volanti della questura di Lecce e accompagnato in carcere.

Nel corso dell’interrogatorio dinnanzi al giudice Rizzo, il 33enne si è assunto le proprie responsabilità e ha riferito di aver compiuto l’insano gesto costretto da gravi ristrettezze economiche e dalla necessità di garantire un sostentamento alla figlia. Secondo quanto ricostruito anche dai legali, Stampete, infatti, nel mese di marzo ha perso il proprio lavoro come pizzaiolo a causa dell’emergenza sanitaria causata dal virus Covid-19 e, pertanto, aveva vissuto, a suo dire, gli ultimi mesi nella totale disperazione per non aver più alcun mezzo di sostentamento.

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