S'imbatte nella Classe A, riconosce i truffatori e li fa prendere dalla polizia

Qualche giorno prima una donna era rimasta vittima della classica truffa del finto incidente. Sulla 613 ha riconosciuto la coppia

LECCE – Alla donna non deve essere parso vero. Si trovava in auto sulla strada statale 613 con il marito, ieri pomeriggio, quando all’improvviso l’è apparsa davanti, come in un miraggio, la Mercedes Classe A dei suoi incubi. Ricordava i dettagli, ancora freschi nella memoria, e la coppia a bordo sembrava propria la stessa che aveva tentato di frodarla qualche giorno prima. E dalla quale era scappata, intimorita.

Solo suggestione? Meglio togliersi il pensiero. E così, composto il 113, ha fornito indicazioni alla centrale operativa della polizia. La Classe A viaggiava verso Lecce. E, una volta aver superato viale Porta d’Europa e svoltato verso viale Calasso, prima di raggiungere l’Obelisco, una volante l’è stata addosso.

I poliziotti hanno fermato i due a bordo, identificando M.B., uomo 28enne, e M.B., donna 25enne, una coppia di San Prisco, popoloso comune in provincia di Caserta. Turisti a Lecce, con alloggio in un bed and breakfast. Nulla di anomalo, su due piedi, ma, vista la telefonata giunta poco prima, i due sono stati invitati dagli agenti a seguirli in questura. E qui è arrivata anche la coppia che aveva contattato il 113. La donna li ha riconosciuti, senza ombra di dubbio. Facendo scattare la denuncia per tentata truffa.

La tentata truffa in questione è quella dello specchietto o, comunque, una delle sue mille varianti, tutte ormai ben note. Decine di articoli di giornale narrano casi simili in tutta Italia e le stesse forze dell’ordine, negli anni, hanno diffuso diversi vademecum per mettere in guardia gli automobilisti.

Ma cos’è successo, esattamente? Alcuni giorni addietro - si era all’11 febbraio, in un’altra zona del Salento – la donna aveva subito una strisciatura sul lato posteriore della sua Opel Corsa. Mentre era in movimento, aveva sentito un urto. Fermatasi, si era trovata davanti i due casertani. L’uomo, in particolare, stando a quanto esposto dalla vittima, aveva richiesto perentoriamente, con toni poco amichevoli, la riparazione di un presunto danno alla sua Mercedes, già quantificandolo in 100 euro. 

Una striscia scura, sulla Opel, si sarebbe visto, c’era. Ma provocata molto probabilmente con un attrezzo di gomma. Uno dei metodi usati in queste truffe: si finge di essere stati “toccati” durante una manovra in auto non proprio ad arte e imputata alla vittima; si esibisce un danno sulla carrozzeria o sullo specchietto della propria vettura (preventivamente realizzato); si mostra come riprova una bella striscia fresca sull’auto della controparte. All’uopo, mentre le auto sono ancora in movimento, vengono usati attrezzi di vario tipo, che, provocando un rumore, rendono il tutto più verosimile.

Ma gli automobilisti stanno imparando a difendersi da questi trucchi. E la donna, convinta di essere davanti a due impostori, quel giorno se l’era filata, andando il giorno dopo a denunciare tutto presso la caserma dei carabinieri di Calimera. Ieri pomeriggio, poi, l’avvistamento che ha messo in moto la Sezione volanti della polizia. La coppia della Classe A è stata quindi denunciata a piede libero per quell’episodio di alcuni giorni or sono. E ora, resta da chiarire se nel suo soggiorno salentino si sia resa artefice di altre truffe, magari andate in porto. 

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