Orrore ai margini della tangenziale: cento pecore morte nella fuga

Facevano parte di un gregge più grosso di un allevamento nella zona di Cavallino. Sarebbero cadute in una scarpata dopo essere state spaventate da un cane, ma le indagini sono ancora in corso

Foto LC.

LECCE – Esalazioni penetranti nell’aria fredda, a tratti insostenibili. E una scena strappata al peggior incubo e calata nella realtà, proprio nella sera della Veglia di Pasqua. Quasi surreale il quadro che s’è presentato intorno alle 22 nelle campagne alla periferia estrema di Lecce: una ventina di pecore morte, ammassate in un canale sotto il piano stradale. Oltre ottanta sono invece spirate nelle ore successive, per circa centotrenta capi in tutto andati perduti.

Ci sono volute diverse funi per riportare in strada i corpi dei poveri ovini, vittime di un destino orribile e ancora da comprendere appieno, sebbene esista comunque una prima ricostruzione dei fatti. Sul posto si è diretto un piccolo esercito di uomini: una squadra di vigili del fuoco, diverse volanti, agenti di polizia locale del comando di Lecce. Si sono affacciate anche un paio di pattuglie dei carabinieri del Norm. Alle spalle, sulla tangenziale est, i fari di passaggio degli ignari automobilisti a rischiarare il buio per brevi momenti,

I capi appartengono a una famiglia di allevatori della zona di Cavallino, sebbene la vicenda si sia consumata in un punto al confine territoriale con Lecce. Le pecore, infatti, sono state ritrovate ai margini della complanare che corre parallela alla tangenziale, in un punto che raggiunge percorrendo via Vecchia Lizzanello. Molte erano addossate in un tunnel di servizio. E non sono mancati momenti di tensione. Il danno patito è notevole, per svariate decine di migliaia di euro. Al valore di ogni singolo capo, dovrà essere aggiunto quello per lo smaltimento.  

Le cause del decesso di massa dovranno essere accertate con precisione. I proprietari, dal canto loro, hanno fornito una versione. Nel tardo pomeriggio erano al pascolo in campagna con cinquecento ovini. All’improvviso, l’aggressione di un branco di cani randagi. I pastori non sarebbero riusciti a ricomporre l’intero gregge. Circa centotrenta pecore, per il terrore, si sarebbero ammassate, alcune precipitando in una scarpata piuttosto ripida e finendo quindi in quel tunnel di cemento. La morte, dunque, sarebbero sopraggiunta in diversi casi per i traumi da caduta e in molti altri per il soffocamento nella pressione tra gli stessi animali.

I pastori sarebbero riusciti a recuperare un’ottantina di ovini malconci, ma questi sono comunque spirati in seguito nei pressi della loro masseria. È intervenuta una ditta incaricata dall’Asl per lo smaltimento delle carcasse, ma intanto i veterinari hanno svolto u'ispezione esterna, prelevando in seguito alcuni organi a campione. Le analisi serviranno a chiarire ogni aspetto, sebbene nessun animale (tutti dotati di regolare microchip), sia risultato nel corso della prima osservazione affetto da qualche patologia. Le indagini sono in mano alla questura.

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