Legambiente non si arrende: ricorso al Consiglio di Stato per lavori al Ciolo

Gli avvocati Mario Panico e Caterina Baglivo sono pronti ad adire il supremo organo della giustizia amministrativa contro la decisione del Tar di Lecce, risalente allo scorso dicembre. Intanto permane il sequestro disposto dalla procura della Repubblica

GAGLIANO DEL CAPO - E' tutto pronto per il ricorso al Cosiglio di Stato contro la decisione del Tar che ha sancito a dicembre scorso la legittimità delle opere di consolidamento del costone del Ciolo, uno dei tratti più suggestivi della costa nel Capo di Leuca. Ancora qualche giorno e la sentenza della Prima sezione presieduta da Antonio Cavallari sarebbe passata in giudicato. 

Il locale circolo di Legambiente non cuole darsi per vinto e con gli avvocati Mario Panico e Anna Baglivo porta la vertenze al supremo organo della giustizia amministrativa forte anche della conferma del sequestro del cantiere disposta di recente dal Tribunale del Riesame che ha respinto l'istanza del Comune di Gagliano del Capo. Non solo: nella stessa sede è stato ravvisato gli estremi del reato di falso ideologico da parte degli uffici regionali interessati per competenza perché avrebbero negato la necessità di sottoporre il progetto a valutazione di impatto ambientale. Un elemento di novità che i legali intendono far valere fino in fondo.

Secondo Valerio Ferilli, presidente del circolo, "il Ciolo è troppo importante perché lo si possa trattare con banale superficialità. E’ questo semplice ragionamento che spinge a non chinare il capo, a non perdere la forza, a non rinunciare alle proprie idee, ad opporsi e quando è necessario anche opporsi alla sentenza di un tribunale. Per questo Legambiente non poteva venir meno al dovere di lasciare intentata ogni singola possibilità di salvaguardare la maestosa bellezza del Ciolo".

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