Lele, sale la speranza: le ultime Tac confermano l’evoluzione positiva

“Lento miglioramento”, dice una nota dell'Asl. Il chitarrista dei Negramaro è ricoverato da lunedì per un'emorragia cerebrale

A sinistra Lele Spedicato nel concerto tenuto a Lecce in estate.

LECCE - “Il personale sanitario ha sottoposto il paziente a diverse Tac, il cui esito conferma l’evoluzione positiva del quadro clinico del paziente, che permane sostanzialmente stabile”. E’ la notizia più importante del giorno, circa le condizioni di salute di Emanuele Spedicato, chitarrista e cofondatore dei Negramaro. Arriva dal terzo bollettino medico diffuso dall’Asl di Lecce, da quando  Lele, com’è conosciuto da tutti, è arrivato in ospedale, al “Vito Fazzi”, a causa di un malore poi scopertosi essere dovuto a un’emorragia cerebrale.  

“Gli esami diagnostici – prosegue la note dell’Asl - evidenziano un lento miglioramento”. E dopo la seconda notte in Rianimazione, sale la fiducia circa il recupero. “Anche i parametri vitali, monitorati costantemente, continuano ad essere buoni. La prognosi, vista la gravità del caso, resta comunque riservata”, conclude la nota. Poche, ma importanti parole, che tutti i fan della band salentina accoglieranno con sollievo, anche se ci vorrà, ovviamente, ancora diverso tempo per avere un quadro definitivo.   

Lele è ricoverato al “Fazzi” dalla mattina di lunedì 17 settembre. Colto da un forte mal di testa, seguito da uno stato confusionale e, infine, da una perdita di conoscenza, in ospedale la Tac ha evidenziato un’emorragia cerebrale in corso ed è stato subito sottoposto a un drenaggio.

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Da allora, i fan sono tutti in forte apprensione e molti si sono riversati anche in ospedale, per manifestare la propria vicinanza alla famiglia. “Resta qui con me, fratello mio!”, ha scritto ieri Giuliano Sangiorgi in un post sulla sua pagina Facebook, seguito da quasi 2mila commenti d’incoraggiamento per Lele, molti dei quali strappano i brividi, facendo riferimento alcuni non solo alle virtù musicali che l’hanno reso celebre, ma anche al figlio in grembo della moglie Clio, forse il motivo più importante per cui combattere e vincere questa battaglia.

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