Lele, tranquilla la prima notte in ospedale e parametri vitali buoni

Emanuele Spedicato, chitarrista dei Negramaro, è in Rianimazione al "Vito Fazzi" da ieri per via di un'emorragia cerebrale. Le condizioni sono stazionarie e secondo i medici la prognosi per il momento non si può sciogliere

LECCE - Emanuele Spedicato ha trascorso una notte tranquilla e i parametri vitali risultano buoni. E’ quanto rende noto l’Asl di Lecce circa le condizioni di salute di Lele, come da tutti è affettuosamente chiamato, il chitarrista e cofondatore con Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Il bollettino ufficiale, come da prassi, adotta un linguaggio neutro, in una fase ancora molto delicata, a distanza di una trentina di ore dal malore per il quale è stato ricoverato, ma le parole possono risuonare in qualche modo confortanti.

Il personale sanitario del reparto di Rianimazione dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce – illustra la nota - sta seguendo costantemente l’evolversi del quadro clinico, con strumenti diagnostici che consentono una puntuale e approfondita valutazione. Le condizioni di salute sono al momento stazionarie.  E la prognosi, per ora, resta riservata.

La notizia che ieri mattina è rimbalzata di colpo praticamente su tutti i notiziari italiani ha provocato una profonda preoccupazione negli altri componenti della band, negli innumerevoli fan e in tutto il mondo della musica. Lele, 38 anni a ottobre, di Veglie, è finito in ospedale, trasportato dal 118, a causa di un’emorragia cerebrale.

Tutto ha avuto inizio di mattina, poco dopo il risveglio, con una forte cefalea, seguita da uno stato confusionale (e dopo anche da una perdita di coscienza): l’evolversi tipico delle emorragie cerebrali. La situazione ha messo ovviamente in forte allarme la moglie, Clio (peraltro incinta), e tutta la famiglia. Da lì la richiesta immediata di soccorso al 118, il trasporto in ambulanza al pronto soccorso e la scoperta, dopo Tac, della patologia in corso. Sottoposto a drenaggio, ha passato la sua prima notte in ospedale senza particolari scossoni. Il che, forse, non basta ancora per sciogliere la tensione, ma è sufficiente per coltivare un cauto ottimismo.

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