Colpi d'arma da fuoco nella notte contro un'ottica e una macelleria

I proiettili hanno perforato le vetrate di "Dieci su dieci", attività di via Vecchia San Cesario, e di "Amato", in via Manzoni. Indagano i carabinieri di Lecce e San Pietro

LEQUILE – Via Vecchia San Cesario e via Alessandro Manzoni corrono parallele, dentro Lequile, comune alle porte del capoluogo. Sono divise solo da un’altra stradina e collegate fra loro da via Piave. Ed è contro un paio di attività commerciali, a distanza di poche centinaia di metri l’uno dall’altro, che nella notte appena trascorsa i malviventi hanno fatto fuoco.

Sette spari in tutto, con una pistola di grosso calibro, 9 o 38. Non è ancora chiaro se gli attentatori abbiano preso di mira prima l’ottica “Dieci su dieci” gestita da Fabio Ratta o la macelleria “Amato” di Giuseppe Amato. Ma questo è davvero solo un dettaglio.

Certo è che a Lequile non si dimenticherà facilmente quanto accaduto. Inquietudine e paura per atti intimidatori che devono essere ancora ben inquadrati. L’ombra del racket? E’, chiaramente, una delle piste verso le quali si stanno muovendo i carabinieri della compagnia di Lecce e della stazione di San Pietro in Lama, che stanno lavorando fin dalle prime luci del giorno sul caso, dopo l'intervento iniziale dei militari del Norm per un sopralluogo.

Gli spari risalgono pressappoco alla stessa ora, le 3. Il numero più cospicuo di proiettili è stato esploso contro la vetrata dell’ottica di via Vecchia San Cesario: ben quattro. Alcuni vicini hanno anche udito nitido il rumore. Pare abbiano persino tremato le finestre di casa, raccontano per strada questa mattina alcune anziane. Senza però capire subito cosa avesse prodotto quei colpi.

Erano spari, dunque, come si sarebbe appurato più tardi, esplosi da distanza ravvicinata. La spessa vetrata di “Dieci su dieci”, ha retto senza crollare. Ma i colpi hanno prodotto fori ben visibili dall’esterno del negozio di via Vecchia San Cesario.

La vicenda è particolare. Un’indagine era già aperta fin dai primi di dicembre, quando lo stesso esercente, che gestisce un altro negozio di ottica, era stato vittima di un atto intimidatorio più silenzioso: un proiettile lasciato nei pressi dell’attività. Stessa sorte era toccata nelle ad altri tre esercizi commerciali. 

E non è tutto. Perché dentro Lequile il suono di colpi d’arma da fuoco, tre questa volta, si sono avvertiti anche in via Manzoni. Indirizzati verso la macelleria. Stessa mano, è evidente, e quindi si può pensare a un movente simile.

Le indagini si stanno svolgendo con il supporto di alcune riprese di videocamere di sorveglianza. In particolare, n’è dotata l’ottica. Una di queste punta verso l'ingresso, in obliquo. Difficile che abbia immortalato il momento preciso dell'intimidazione, ma in campo lungo potrebbe aver ripreso comunque qualcosa, forse l'arrivo degli attentatori. Non sembra che vi siano testimonianze dirette, ma qualcosa forse è stato notato. Si cerca in particolare uno scooter con due uomini. 

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