"All'opera con pochi uomini e mezzi vecchi, insultati per un ritardo"

Lo sfogo di un vigile del fuoco. I cittadini a volte sono intolleranti e offensivi, ma gli incendi si possono evitare prima di tutto con buone pratiche. Eppure, quasi nessuno pulisce i fondi e i Comuni non usano il pugno duro

Vigili del fuoco al lavoro in un incendio (foto di repertorio).

Proprio l’altro giorno abbiamo scritto per l’ennesima volta di incendi nelle zone di campagna e nei boschi. Quest’anno il fenomeno sembra iniziato prima del previsto. L’estate è soltanto all’inizio, ma i vigili del fuoco sono già allo stremo.

Il problema principale è rappresentato da mancanza di pulizia dei fondi: sterpaglie e vegetazione secca sono micce a cielo aperto. Ne abbiamo scritto anche negli anni scorsi: le amministrazioni non usano il  pugno duro e molti privati, così, non rispettano regole basilari, come le fasce protettive lungo i terreni invasi da arbusti spontanei un po’ troppo cresciuti.  

Il guaio è che sempre più spesso gli operatori, già pochi rispetto alla portata del problema, devono subire pure gli epiteti dei cittadini per i ritardi che, inevitabilmente, si accumulano fra un intervento e l’altro. Tanto che ci ha scritto un vigile del fuoco. Uno sfogo che pubblichiamo volentieri. Nella speranza che più di qualcuno apra gli occhi.  

Il suo è un appello rivolto soprattutto ai cittadini, affinché siano più collaborativi e tolleranti. Ma anche verso le amministrazioni comunali, troppo spesso dormienti. Per ovvie ragioni, il vigile del fuoco ha chiesto l’anonimato.  

***

“Sfogo personale di un Vigile del Fuoco. Sappiamo bene tutti che ormai, con l'arrivo del caldo estivo nel Salento, il numero di incendi è aumentato a dismisura. Detto ciò, tutta la popolazione deve sapere che il Comando dei Vigili del Fuoco di Lecce, opera su tutto il territorio salentino, vastissimo come ben sappiamo, soltanto con cinque squadre ognuna composta da cinque unità”.

“Già dobbiamo operare in situazioni precarie, con mezzi fatiscenti e vecchi, alcuni con oltre 40 anni di vita, e allo stesso tempo su zone vastissime interessate da più incendi in diversi punti distanti tra loro. Purtroppo, se le squadre sono interessate già nell'estinzione di un incendio, capite bene che non abbiamo il potere di sdoppiarci per poter correre ove viene richiesto il nostro aiuto”.

“Capisco la vostra esasperazione, quando dopo ben due ore dalla vostra richiesta d'intervento noi arriviamo sul posto, ma dovete anche capire che quando ci vedete arrivare non stiamo certo venendo dal bar e né tantomeno stavamo girarci i pollici in caserma, ma eravamo a soccorrere altre persone e altre zone che avevano bisogno del nostro intervento”.

“Ho visto scene incresciose di persone che, al nostro arrivo, ci minacciavano o ci accoglievano con insulti e bestemmie e, credetemi, non è tanto bello ricevere da parte vostra questo trattamento perché dovete sapere che noi, per 12 ore consecutive, senza fermarci, senza mangiare e bere, interveniamo il prima possibile su situazioni che l'uomo stesso ha creato, poiché se a suo tempo ogni cittadino avesse pulito le sue terre o comunque le sue proprietà, il grosso degli incendi si sarebbe potuto evitare”.

“Di tutto questo hanno anche la loro colpa le amministrazioni locali che non hanno provveduto a intervenire nei loro comuni facendo sì che ognuno facesse il suo dovere di cittadino. Detto questo, non voglio condannare nessuno poiché la nostra è una deformazione culturale: rimandiamo le cose al momento in cui poi il danno diventa irreparabile. Con tutto questo vi chiedo, da Vigile del Fuoco che ama il suo lavoro: quando vedete arrivare una squadra di Vigili del Fuoco, pur se in ritardo, al posto di riempirci di insulti e minacce, cercate invece di rendervi utili collaborando con noi, fornendoci informazioni necessarie per accedere nei terreni oppure indicarci i punti di maggiore interesse ove dovremmo intervenire prima, in modo da scongiurare danni più gravi. Di tutto questo ve ne saremmo soltanto grati!”

“E poi, il gesto di offrirci qualche bottiglia d'acqua fresca per dissetarci, in situazioni di giornate afose, è la cosa più bella e gradita che possiamo ricevere in momenti dove lo Stato e la nostra amministrazione ci lascia soli e senza risorse per combattere ciò che è causa della nostra incuria: gli incendi estivi di boschi e sterpaglie”.

“Grazie per aver dedicato minuti preziosi della vostra vita al mio sfogo personale!”

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