Liberato un alloggio in piazzale Siena: occupato da anni e vuoto

Effettuato il primo sgombero deciso dalla cabina di regia in prefettura: l'appartamento, di Arca Sud, risulta direttamente riconducibile a un detenuto in regime di 41 bis

Carabinieri e agenti vigilano sullo sgombero.

LECCE - Con l'intervento di polizia di Stato, carabinieri e polizia locale a vigilare sulle operazioni, è stato avviato questa mattina lo sgombero di un alloggio popolare occupato abusivamente molti anni addietro al settimo piano di un edificio in piazzale Siena, nella 167 B di Lecce. 

L'appartamento, di proprietà di Arca Sud (ex Iacp), era in cima all'elenco stilato dalla cabina di regia istituita presso la prefettura per contrastare il fenomeno delle occupazioni. Le istituzioni intendono da una parte segnare un cambio di passo rispetto al passato, dall'altro tener conto delle specifiche situazioni, alcune delle quali sono relative a casi di estrema fragilità sociale.

Da tempo disabitata, la casa era direttamente riconducibile a un uomo recluso in regime di 41 bis, il carcere duro, perché riconosciuto come esponente di spicco di un sodalizio criminale. Lo sgombero dei locali da mobili e suppellettili, affidato a una ditta di traslochi, si è svolto senza particolari tensioni, alla presenza di alcuni familiari. 

Le occupazioni abusive, sulle quali si allunga spesso l'ombra della malavita organizzata, non riguardano solo il capoluogo, ma molti centri della provincia. Sulla questione è politicamente impegnato da tempo il deputato del M5S Leonardo Donno che ora invita le amministrazioni locali a seguire l'esempio partito oggi da Lecce: "Ciascun Comune è consapevole dei nodi da sciogliere sul proprio territorio. Questa è l'occasione giusta per dare un segnale forte sul fronte legalità. Un messaggio chiaro a chi crede di poter 'segnare il proprio territorio' (una casa occupata senza titolo) anche a distanza, dal carcere ad esempio".

"Alziamo la testa e diciamo basta al 'passaggio' di abitazioni di generazione in generazione mafiosa. Basta a chi, conoscendo gli escamotage per procastinare lo sfratto, lascia vivere all'interno di un alloggio ormai vuoto il proprio animale domestico, dal cane ai pesci rossi. Basta ai certificati medici che impediscono gli sgomberi, rinviati poi a data da destinarsi all'infinito. Basta. I sindaci non abbiano paura, il Governo è al loro fianco e io resto a disposizione di chiunque intraprenda questa battaglia di civiltà. Certo di aver smosso le acque, determinato a tener viva la tempesta".

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