Licenziati da Ggs, i vigilanti richiedono l'attivazione del contratto di solidarietà

A casa dal 1° dicembre, 34 lavoratori hanno manifestato davanti alla prefettura bypassando i sindacati. "Chiediamo un aiuto alle istituzioni: l'azienda può ricorrere agli ammortizzatori"

LECCE – Tutti a casa dal 1° dicembre, nonostante lo spiraglio aperto dal possibile ricorso agli ammortizzatori sociali ed al contratto di solidarietà.

Per questo motivo i 34 vigilanti licenziati dall’istituto Ggs srl questa mattina si sono radunati spontaneamente ai piedi della prefettura di Lecce.

Il presidio autonomo, quindi svincolato dalla rappresentanza sindacale, è servito a chiedere una mano alle istituzioni. Una rappresentanza dei lavoratori ha poi incontrato il prefetto cui ha chiesto di convocare un tavolo istituzionale per sbrogliare la matassa della vertenza.

“Siamo soli, senza un lavoro e un soldo in tasca, in attesa di ottenere una risposta certa sul nostro futuro dall’azienda che pure, per anni, ha usufruito degli ammortizzatori sociali. Ma ora che ha la possibilità di accedere alla cassa integrazione, oppure di sfruttare il contratto di solidarietà, così come previsto in sede di task force regionale, pare non ne voglia sapere”: così un lavoratore Leonardo Greco, racconta il nuovo dramma occupazionale vissuto da 34 famiglie.

L’istituto di Veglie, come noto, a novembre ha deciso di alleggerire l’organico del 20 percento inviando una pec ai sindacati con la quale annunciava i tagli, effettivi dagli inizi di dicembre. Le guardie giurate interessate dalla procedura sono 34 su un totale di 165 unità operanti in tutta la provincia, sugli appalti gestiti da Ggs tra cui quello di vigilanza dei presidi ospedalieri (Asl Lecce) e del Sert.

Le organizzazioni sindacali avevano immediatamente rigettano la procedura.  E chiesto a Ggs di ricorrere al contratto di solidarietà in deroga: ipotesi prevista dall’articolo 25 del decreto “Disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria” del 23 ottobre 2018.

I vigilianti bat proprio su questo tasto: “Siamo in servizio da vent’anni e ormai neppure più giovani, alcuni di noi hanno già compiuto 50 anni. Dove lo troviamo un altro impiego? – denuncia Greco-. L’azienda ci ha licenziato a causa della crisi, o almeno questa è la spiegazione che ci è stata fornita, ma noi ancora aspettiamo il versamento dei soldi per le ferie non godute. Peraltro sappiamo che i nostri colleghi continuano a lavorare con difficoltà perché devono sobbarcarsi il carico di lavoro delle 34 unità che mancano”.

“Alle istituzioni chiediamo un aiuto concreto e all’azienda di pronunciare una parola chiara sul nostro futuro – prosegue lui -: non c’è più tempo da perdere neanche per gli ammortizzatori sociali”.

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