Samsara, ora si chiude: respinto il ricorso al Consiglio di Stato sulla revoca della concessione

La società che gestisce il noto stabilimento si era opposta alla determina del Comune di Gallipoli che per i giudici è invece fondata

LECCE – Sembra essere giunta al capolinea, almeno per il momento, la storia del Samsara, notissimo stabilimento di Gallipoli. I giudici della quinta sezione del Consiglio di Stato hanno respinto il ricorso della società Sabbia d’Oro che aveva impugnato la sentenza con cui il Tar di Lecce ha confermato, a gennaio scorso, la legittimità della determina dirigenziale emanata a novembre del 2017 dal Comune di Gallipoli che sancisce la revoca della concessione demaniale – prorogata nel 2014 e in scadenza nel dicembre del 2020 - per violazione delle disposizioni regionali in materia e sulla base dell’attività ispettiva della Capitaneria di porto.

In particolare, secondo la contestazione, la concessione demaniale rilasciata per posa di ombrelloni e sedie a sdraio, in realtà era utilizzata quale area a uso discoteca come da rilievi fotografici/video effettuati all’atto dell’accertamento, con la presenza di numerose persone intente a ballare.

A questo proposito i giudici evidenziano che “non appare negabile, infatti, che la frequenza, la rilevanza, la durata e la dimensione degli intrattenimenti musicali realizzati in loco avesse mutato in modo del tutto rilevante, strutturale e sostanziale le caratteristiche dell’attività in concessione, assumendo carattere del tutto centrale e, comunque, impedendo per ampi lassi di tempo l’esercizio dell’ordinaria attività di balneazione”.

La revoca della concessione, dunque, congelata dal Comune di Gallipoli sino alla sentenza del consiglio di Stato, dovrebbe ora essere esecutiva e il Samsara dovrebbe chiudere i battenti e dire addio al Salento.

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