Muore in un cantiere all'Elba, svolta autopsia per un 50enne squinzanese

L'uomo, operaio, era residente in Toscana. Due le ipotesi: folgorazione o malore. Chiarezza aveva chiesto anche Fillea Cgil

Foto di repertorio.

LIVORNO – Un’autopsia è stata disposta dalla Procura di Livorno e svolta presso l’ospedale di Pisa per fare chiarezza sul decesso di Cosimo Blasi, un uomo di 50 anni di Squinzano, deceduto sull’Isola dell’Elba. Un esame che s’è reso necessario per chiarire le dinamiche in cui è morto Blasi, operaio che da tempo risiedeva in Toscana e la cui salma raggiungerà a breve il Salento.

La tragedia, secondo quanto riporta Livornotoday, risale alle10,30 circa di giovedì 29 agosto ed è avvenuta in un cantiere di Carpani, frazione del comune di Portoferraio. Due le ipotesi maturati fin dalla prima ora: una scarica elettrica o, secondo alcune testimonianze, un malore improvviso dell'uomo, crollato a terra mentre stava parlando con un conoscente. Inutili si sono rivelate quel giorno i tentativi di rianimazione di Blasi. Per gli accertamenti, sul posto, i carabinieri. Al momento non è noto l’esito dell’esame autoptico.

Chiarezza sulla morte di Blasi ha chiesto, nei giorni scorsi, anche il sindacato Fillea Cgil livornese, con una nota a firma del segretario Giovanni Ferrari. “In attesa che gli organi competenti accertino la causa della morte e che le indagini chiariscano a che titolo Cosimo fosse all’interno di un cantiere i cui lavori pare fossero fermi – aveva scritto il sindacao -, la Fillea ribadisce la necessità che sui cantieri siano fatti continui controlli e si faccia una vera lotta al lavoro irregolare”.

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