Mafia, droga e spari in città e le “Vele” approdano in un maxi processo abbreviato

In 40 hanno ottenuto di essere giudicati col rito alternativo che si aprirà il 18 ottobre. Solo due imputati hanno patteggiato e per altri due è stato disposto il non luogo a procedere

LECCE - Sarà un maxi processo col rito abbreviato quello che a partire dal 18 ottobre dovrà verificare l’esistenza di due compagini criminali impegnate nel mercato degli stupefacenti così come sostenuto dall’inchiesta “Vele” condotta dalla Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Lecce e sfociata lo scorso gennaio nel blitz con 16 arresti eseguiti dagli agenti della squadra mobile.

Davanti al giudice Sergio Tosi, si presenteranno in 40, e tra i principali imputati che hanno chiesto e ottenuto di essere giudicati col rito alternativo ci sono coloro i quali, in seguito all’arresto dei boss storici, Pasquale, meglio noto come Maurizio, Briganti e Cristian Pepe, avrebbero preso le redini delle organizzazioni. Stiamo parlando dei leccesi Cristian Cito, 29 anni, di Angelo Corrado, 39, (diventato collaboratore di giustizia) e dei fratelli Massimiliano e Gianfranco Elia, di  42 e 46 anni. Ed è proprio a questi che è mossa l’accusa più grave di associazione mafiosa.

Lo ha stabilito, in mattinata, il gup Tosi che, al termine dell’udienza preliminare per discutere la richiesta di rinvio a giudizio firmata dal procuratore Guglielmo Cataldi, ha accolto inoltre due richieste di patteggiamento: di Cesario Filippo, 40 anni, di San Pietro Vernotico, a tre anni e nove mesi di reclusione, più 20mila euro di multa, e di Krenar Skendaj, albanese di 46 anni, a 4 anni e 4 mesi di reclusione, più 18mila euro di multa (in continuazione a una precedente sentenza). Disposto, infine, il non luogo a procedere per due imputati: Soni Hajdari, 25enne di Lecce, e Antonio Signorile, 48, di Brindisi.

Si conoscerà invece il 2 ottobre la sorte di Gianluca Rubino, 27 anni, di Mesagne, nei riguardi del quale era stata stralciata la posizione per un difetto di notifica. Quanto ad Antonio Balloi, 71enne originario di Nuoro, gli atti sono stati trasmessi al pm per rinnovare l’avviso di conclusione delle indagini.

Le accuse mosse, a vario titolo, sono di associazione mafiosa, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, ma tre di loro dovranno rispondere anche di due sparatorie avvenute nel capoluogo salentino nel 2015: la prima, il 21 novembre, con l'esplosione di tre colpi di pistola calibro 7.65 contro N. P.Attilio Salvini, in seguito al quale, quest’ultimo riportò la frattura del piede sinistro; la seconda, il giorno seguente, con l'esplosione di altri tre colpi nei riguardi di un nuovo bersaglio, M. P. Gli episodi vedono sott’accusa tre leccesi: Mattia Monaco, di 31 anni, e Gianluca Palazzo, di 43, ritenuti gli esecutori, e Giovanni Taurino, di 30, considerato il mandante.

Ecco l’elenco dei 40 imputati

Inizierà il 18 ottobre (e proseguirà nelle udienze fissate per l’8, il 15 e il 29 novembre) il processo abbreviato nei riguardi di: Cristian Cito, 29 anni, di Lecce; Angelo Corrado, 39, di Lecce; Massimiliano Elia, 42, di Lecce; Gianfranco Elia, 46 anni, di Lecce;  Saulle Politi, 45 anni, di Monteroni di Lecce (fra i nomi di spicco, già coinvolto in altre importanti operazioni); Luca Pacentrilli, 29, di Lecce; Antonio Restia, 53, di Lecce; Oronzo Russo, 31, di Lecce; Andrea Bisconti, 37, di Lecce;  Danilo De Tommasi, 29, di Lecce; Rodolfo Franco, 61 anni, di San Cesario di Lecce; Andrea Podo, 23, di Lecce; Diego Podo, 33enne di Lecce; Gabriele Tarantino, 39, di Campi Salentina.

E ancora: Josè Acquaviva Bruno, 36 anni di San Pietro Vernotico ma residente a Lecce; Daniele Balloi, 36, di Lecce, residente a Melendugno; Angelo Braì, 45, di Merine (frazione di Lizzanello); Antonio Calò, 46, di Lecce; Fabio Campa, 45, di Lecce; Marco De Lorenzi, 39, di Lecce; Vincenzo Sasha De Riccardis, 22, di Lecce; Manuel Gigante, 37, di Lecce; Antonio Giglio, 46, di Brindisi; Antonio Giordano, 46 anni, di Monteroni; Giuseppe Guido, 28, di Lecce; Rudy Lubelli, 28, di Lecce; Mattia Monaco, 31, di Lecce; Gianluca Negro, 33, di Lecce ma residente a Surbo; Gianluca Palazzo, 43, di Lecce; Cristian Roi, 36 anni, di Copertino; Roberto Santo, 44, di Lecce; Michela Secondo, 39, di Lecce; Alessandro Serino, 47, di Lecce; Marianna Serio, 41, di Maglie ma residente a Lecce; Giovanni Taurino, 30, di Lecce; Riccardo Zingarello, 44, di Lecce; Giampiero Alula, 40, di San Pietro Vernotico; Gianluca Calabrese, 31 anni, di Copertino, e Cesare Iaia, 43, di Brindisi; Antonio Sgura, 54, di Brindisi.

La difesa

A difendere gli imputati ci penseranno gli avvocati: Raffaele Benfatto, Cosimo D’Agostino, Giuseppe De Luca, Ladislao Massari, Antonio Savoia,  Umberto Leo, Maria Cristina Brindisino, Gabriella Mastrolia, Dario Budano, Mariangela Calò, Rita Ciccarese, Laura Bruno, Gabriele Valentini,  Mauro Cramis, Pantaleo Cannoletta, Salvatore Rollo, Roberta Capodieci, Ivan Feola, Luciano De Francesco, Alessandro Dell’Atti, Daniela De Liguori, Alessandro Stomeo, Luciano Calò, Giuseppe Talò, Loredana Pasca, Stefano Notarpietro, Anna Elisa Prete, Nicola Caroli.

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