Mafia e appalti per un milione di euro: funzionari pubblici tra i 9 indagati

L’indagine, eseguita dall’Arma e coordinata dalla Dda, trae origine da una perquisizione eseguita tre anni addietro

La sede del municipio di Surbo

SURBO – Un sistema di appalti pubblici torbido, con più di un’anomalia, che non è sfuggito agli inquirenti. Nelle ultime ore, sono nove i nomi di altrettanti individui iscritti nel registro degli indagati per i reati, a vario titolo, di minaccia, estorsione, falsità materiale in atti pubblici, frode nelle forniture pubbliche e finanziamenti illecito a partiti. In alcuni casi, contestata anche la modalità mafiosa.

A finire nei guai: il titolare della ditta con sede a Surbo, un 37enne del posto (Oronzo Trio); il procuratore speciale della stessa ditta, di 39 anni (Vincenzo Trio); un pluripregiudicato della Sacra Corona Unita di 43 anni (Antonio Pellegrino, di Squinzano); il geometra della ditta, 65enne, Giuseppe Conte; un 41enne, Alessandro Monaco, direttore tecnico della azienda; il responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Surbo, Giovanni Frassanito 57enne; il 54enne titolare di una ditta appaltatrice, Franco Mele; e, infine un 62enne, attualmente assessore ai Lavori Pubblici, Franco Vincenti.

L’indagine trae origine da una perquisizione eseguita, all’interno degli uffici comunali di Surbo, esattamente tre anni addietro. Era infatti il mese di settembre del 2014 quando i militari dell’Arma, coordinati allora dal maggiore Pasquale Carnevale,  prelevarono una decina di fascicoli relativi ad appalti pubblici nell’arco dell’ultimo anno. Nello specifico, a finire sotto la lente di ingrandimento, tutti gli interventi comunali circa ristrutturazioni, manutenzioni e adeguamento normativo. Lo studio di quei documenti, nel corso dei mesi, ha fatto emergere alcune illecite procedure di affidamento dei lavori, per un valore stimato che si aggira attorno al milione di euro.

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Interventi di urbanizzazione primaria e di riqualificazione di Piazza Unità d’Europa nel comune di Surbo. Lavori, stando al quadro investigativo, mai effettuati o realizzati in difformità rispetto al capitolato tecnico. Sarebbero stati falsificati i certificati di regolare esecuzione dei lavori relativi all’appalto. Il titolare della ditta, un 37enne di Surbo, avrebbe minacciato alcuni operai a tollerare il mancato pagamento di arretrati dello stipendio e del trattamento di fine rapporto. Il tutto, facendo leva emotiva sull’amicizia con un noto esponente della Sacra corona unita. Lo stesso titolare, inoltre, avrebbe persino finanziato la campagna elettorale dell’ex vicesindaco, attualmente assessore e tra gli indagati.

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