Magistrati, un documento e un'assemblea per evidenziare i mali della giustizia

Si è chiusa oggi la tre giorni di protesta dell'Associazione nazionale magistrati per denunciare la grave crisi di efficienza e funzionalità del sistema giudiziario italiano. A Lecce, così come nel resto d'Italia, i magistrati hanno sospeso le attività per un'ora (dalle 11 alle 12), per riunirsi nell'aula magna della Corte d'Appello

LECCE – Si è chiusa oggi la tre giorni di protesta dell'Associazione nazionale magistrati per denunciare la grave crisi di efficienza e funzionalità del sistema giudiziario italiano. A Lecce, così come nel resto d’Italia, i magistrati hanno sospeso le attività per un’ora (dalle 11 alle 12), per riunirsi nell’aula magna della Corte d’Appello allo scopo di evidenziare i problemi concreti della giustizia ed indicare i rimedi più urgenti.

In un documento, letto dal rappresentante locale dell’Anm Roberto Tanisi, si torna a denunciare “la grave crisi di efficienza e di funzionalità in cui versa il sistema giudiziario italiano, che si traduce in crisi di credibilità della Giustizia, con gravi ricadute sul principio di legalità e di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge. Tale situazione non è certo causata dall'inettitudine o dalla scarsa laboriosità dei magistrati ma da carenze organizzative, da gravi vuoti nell'organico del personale amministrativo, largamente inferiore alle necessità minime del sistema, da un'innovazione tardiva e insufficiente, da una politica da troppo tempo disattenta e incoerente nei settori della giustizia civile e penale”.

IMG_4194-2L'Anm, si legge ancora nella nota, “richiede da tempo riforme coraggiose, attraverso gli investimenti adeguati, che restituiscano al sistema efficienza e dignità, sollecitando, in particolare, interventi sugli organici, sulla riqualificazione e sulla formazione del personale amministrativo, forti interventi nel settore dell'organizzazione, con una stabile disciplina della magistratura onoraria e la piena realizzazione dell'ufficio del processo, un corretto processo di informatizzazione, hardware e software adeguati e una rete efficiente, formazione qualificata e assistenza tempestiva, a sostegno del processo civile telematico e del nascente processo penale telematico e il completamento della riforma della geografia giudiziaria e degli organici”.

Presente alla riunione anche il presidente dell’Ordine egli avvocati Raffaele Fatano che nell’intervento ha sottolineato, non senza un velo di polemica, come sia fondamentale l’apporto dell’avvocatura a portare avanti la macchina complessa e cigolante della giustizia.

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