Dopo lo sfratto, il malore. Tentano di sottrargli i mobili mentre dorme

Un uomo ha cercato di impossessarsi dell'arredamento della famiglia Mennuni, accatastato in via Vecchia Surbo, pensando fosse abbandonato. Alla lite, è seguito un mancamento. I due si sono riappacificati senza conseguenze

I mobili in via Vecchia Surbo

LECCE  - Da circa un mese, Ugo Mennuni e Iolanda Buffalino sono stati sfrattati dall'abitazione leccese che hanno occupato per anni, in via Vecchia Surbo, a causa di una complessa vicenda burocratica.

Da quando l'ufficiale giudiziario ha imposto loro lo sgombero dell'appartamento, l'arredamento della coppia - che ha tre figli minorenni ed uno che ha raggiunto la maggiore età - è tutto accatastato all'esterno della strada, lasciato alla mercé dei passanti.

Tant'è che nella serata di domenica, poco prima delle 22, un uomo, di origini montenegrine, si è accostato al mobilio ammassato, impossessandosene, pensando fossero stati volutamente abbandonati. Non è la prima occasione, nel corso delle ultime settimane.

Il proprietario dei mobili, sceso immediatamente dal Fiorino di colore bianco in cui è costretto a dormire con la propria moglie e il cane, ha preteso che il maltolto gli venisse restituito. Durante il diverbio, nel quale  ha cercato di giustificare allo straniero la presenza del mobilio, Mennuni ha avvertito un malore, rendendo necessario l'intervento dei sanitari del 118, accorsi sul posto con un'autoambulanza.

Il collasso, dovuto allo stress del periodo, non ha fortunatamente provocato ulteriori conseguenze. Il litigio, terminato davanti agli agenti di polizia delle volanti, si è concluso con la riappacificazione tra i due.

La famiglia, disgregata, costretta a mandare i propri figli presso parenti ed amici, è ancora in attesa di un'altra sistemazione, non avendo il denaro sufficiente per sobbarcarsi il costo di un affitto.

Intanto il caso è finito sulla scrivania della procura, a seguito della segnalazione  di un cittadino, che  ha denunciato le condizioni igieniche disumane nelle quali è costretta a versare la famiglia. La magistratura sta valutando l'eventualità di aprire un fascicolo d'inchiesta, per verificare se l'amministrazione comunale si sia attenuta alla legge, la quale  impone la tutela della salute e dei diritti dei cittadini.

 

 

 

 



 

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