Mamma morta dopo il parto. Slitta l’autopsia, cinque indagati per omicidio colposo

La procura di Treviso ha iscritto nel registro degli indagati, come atto dovuto, cinque persone tra medici e sanitari dell’ospedale di Oderzo nell’inchiesta per la morte di Francesca Schirinzi

Francesca Schirinzi

CASTRIGNANO DEL CAPO – Si attendono le risposte dall’autopsia già disposta dal sostituto procuratore Valeria Brunetti, e che verrà effettuata probabilmente nel pomeriggio di domani, per fare piena chiarezza sulla morte di Francesca Schirinzi, la giovane mamma di 34 anni, residente ad Annone Veneto, ma originaria di Castrignano del Capo, deceduta nei giorni scorsi all'ospedale di Oderzo dopo aver dato alla luce il suo secondo figlio. Per i fatti accaduti il 13 marzo scorso la procura di Treviso, come atto dovuto, ha già iscritto nel registro degli indagati, con l'ipotesi di concorso in omicidio colposo, cinque persone tra medici e sanitari dell’ospedale treviggiano. Si tratta di Laura Volpi, Maria Rosaria Rescino, e i medici dell’equipe del reparto di Ostetricia e ginecologia di Oderzo, Carlo Venerio Antonello, Fabio Montella, oltre all'anestesista, Daniele Marazza, “Non vogliamo accusare nessuno” ha puntualizzato l'avvocato della famiglia della giovane mamma salentina, Cosimo Miccoli, “ma è doveroso che la famiglia sappia perché il cuore di una donna 34enne, senza patologie, possa essersi inspiegabilmente fermato dopo aver dato alla luce un figlio”.

L'accertamento post mortem dovrà chiarire le cause dei tre arresti cardiocircolatori consecutivi accusati da Francesca Schirinzi, alla quale subito dopo il parto, era stata diagnosticata anche una vasta emorragia interna. Come riporta Treviso Today all'esame autoptico, che sarà condotto dal medico legale Antonello Cirnelli, saranno presenti anche i consulenti di parte. L'avvocato Cosimo Miccoli, che assiste la famiglia della 34enne, ha infatti nominato il medico patologo Mirella Libero e l'anestesista Gianpietro Giron, dell’Università di Padova, e il ginecologo milanese Marco Marzi. La procura di Treviso ha invece nominato l'anestesista Marco Delantone e lo specialista in ginecologia e ostetricia, Pantaleo Greco.

Nella notte del 13 marzo scorso, pochi minuti dopo aver dato alla luce il suo secondo figlio (a cui è stato dato il nome di Marco Francesco) la giovane salentina è stata colpita da un primo arresto cardiaco che ha fatto degenerare la fase post parto. Due minuti dopo il parto, avvenuto all’1.41, come ricostruito anche dalla direzione sanitaria dell’ospedale, la donna ha subito un primo arresto cardiaco, ma sembra che l'attività cardiocircolatoria fosse ripresa dopo le manovre rianimatorie. A questo punto dopo che la 34enne è stata portata in sala operatoria, per la ricerca e l’eventuale controllo delle cause di un sanguinamento vaginale, e alle 5 del mattino è avvenuto un secondo arresto cardiaco, con altro sanguinamento in più punti, che ha indotto a nuove trasfusioni di sangue. Alle 5.55, un terzo arresto cardiaco, nonostante tutte le terapie messe in atto e dopo circa un’ora di manovre rianimatorie che si sono rivelate vane, ha causato il decesso della donna.

La direzione della Ulss 2 di Treviso ha reso noto la scorsa settimana che si sono svolti due audit, uno interno e uno esterno con i referenti del Sistema di sorveglianza della mortalità materna, per cercare di ricostruire con esattezza quanto accaduto a Francesca, sposata da cinque anni e già madre della piccola Elena, una bambina di 4 anni. E' stato ascoltato il personale di Ostetricia, della sala parto e della sala operatoria coinvolto nel caso, con cui è stata ricostruita la sequenza cronologica dei fatti attraverso una analisi strutturata. Ma ora ad indagare sui fatti c’è la procura veneta che, sulla base dell'esposto presentato dai familiari, e in particolare dal marito Antonio Giordano, militare dell’esercito, originario di Squinzano, che tramite il legale di fiducia vogliono solo fare chiarezza sulle cause che hanno portato al decesso della giovane mamma.

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