Manifestazioni No Tap, chiusa l’inchiesta: 47 indagati

La Procura ha tirato le somme sugli episodi avvenuti nel 2017 e nel 2018. Tra le accuse contestate a vario titolo: oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, violenza o minaccia a pubblico ufficiale e danneggiamenti

LECCE - Avrebbero superato i limiti nell’esprimere il loro dissenso alla realizzazione del gasdotto Tap: dal lancio di uova piene di vernice contro la sede della multinazionale e contro gli agenti di polizia alle offese indirizzate a Matteo Salvini e alle forze dell’ordine, durante la visita del 15 febbraio del 2018, presso l’azienda Olearia Alèa di Martano; dai “muri umani” organizzati per impedire ai lavoratori e ai mezzi della societ di raggiungere il cantiere al mancato rispetto del provvedimento con il quale il Questore imponeva il divieto di avvicinamento nei comuni di Melendugno e Lecce, alle scritte sui muri.

Oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, danneggiamenti, getto pericoloso di cose, queste alcune delle accuse contenute nell’inchiesta giunta al capolinea dopo due anni di accertamenti. L’avviso di conclusione delle indagini che porta la firma del procuratore aggiunto Guglielmo Cataldi e del sostituto Maria Consolata Moschettini è stato notificato nelle scorse ore a 47 persone, una delle quali nel frattempo è deceduta.

Gli indagati

Ecco l’elenco completo degli indagati: Angela Argentiero, 29 anni, di Grottaglie; Antonella Bizzarro, 36 anni, di Melendugno; Ilaria Bonazza, 22, di Muggia (in provincia di Trieste), domiciliata a Lecce; Roberto Bottamedi, 30 anni, residente a Civezzano (in provincia di Trento); Marco Caione, 38 anni, di Roma; Mattia Candido, 20 anni, di Melendugno; Maria Concetta Cappello, 42 anni, di Scorrano; Marco Carati, 31 anni, di Martano; Stefano Coppola, 47 anni, di Carmiano; Lorenzo Cortese, 31 anni, di Melissano; Valentino Curlante, 36 anni, di Melendugno; Leonardo Curti, 45 anni, di Lecce; Beatrice Maria De Santis, 22 anni, di Calimera; Francesca Di Pietro, 33 anni, di Taranto; Andrea Stefania Durante, 29 anni, di Melendugno; Clara Evangelio, 22 anni, di Melendugno. E ancora: Marina Angela Ferrari, 41 anni, di Lecce; Andrea Ferrari, 44 anni, di Lecce; Simone Fina, 26 anni, di Melendugno; Paolo Fiore, 33 anni, di Leverano; Sabine Giese, 54 anni, di Piacenza; Mauro Greco, 53 anni, di Melendugno; Patrizia Greco, 64 anni, di Lecce; Walter Legittimo, 31 anni, di Lecce; Elena Lorenzo, 29 anni, di Lizzanello; Giuseppina Margherito, 39 anni, di Brindisi; Alessandro Martella, 33 anni, di Lecce; Aurora Mingiano, 29 anni, di Lizzanello; Ivan Mirto, 50 anni, di Martano; Giacomo Montefusco, 32 anni, di Martano; Federico Oliva, 27 anni, di Trepuzzi; Riccardo Palma, 22 anni, di Carpignano Salentino; Massimo Passamani, 47 anni, di Rovereto (in provincia di Trento); Giulio Patarnello, 25 anni, di Lequile; Saverio Pellegrino, 53 anni, di Lecce; Alice Persano, 32 anni, di Longiano (provincia di Forlì); Andrea Pizzuto, 21 anni, di Borgagne (frazione di Melendugno); Giuliana Ratano, 34 anni, di Lecce; Ferruccio Rizzo, 32 anni, di Lecce; Luca Romeo, 40 anni, di Melendugno; Lucia Sampere, 31 anni, di Alessano; Francesco Serafini, 40 anni, di Melendugno; Silvia Spadina, 21 anni, di Verona; Antonia Tommasi, 57 anni, di San Foca; Anna Maria Vergari, 61 anni, di Soleto.

Ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini, ora gli indagati hanno venti giorni di tempo per chiedere di essere interrogati o produrre memorie difensive attraverso gli avvocati: Francesco Calabro, Giuseppe Milli, Giampiero Mattei, Daniele Scala, Roberto Tarantino, Francesco Stella, Alexia Pinto,  Elena Papadia, Carlo Sariconi, Cristiano Solinas, Pompeo Demitri; Cristian Marchello, Giandomenico Daniele, Carlo Giuseppe Reho, Sergio Luceri, Giuseppe Minerva, Angelo Terragno, Vincenzo Carbone, Francesca Manta, Maria D’Oria, Angelo Greco, Danilo Spano, Roberto Gubello, Loredana Maruccia e Laura Bruno.

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