Maxi evasione da 26 milioni di euro: al setaccio due multinazionali

Dopo un anno di indagini le fiamme gialle hanno denunciato due rappresentanti fiscali: uno collegato a una società tedesca, l'altro a una slovena

LECCE- Una maxi evasione da 26 milioni di euro relativa a redditi, iva e irap è stata scoperta dalle fiamme gialle di Lecce, al termine di una indagine durata un anno circa. Collegate rispettivamente a una multinazionale tedesca del settore delle fibre tessili e a una società slovena di e-commerce, due organizzazioni hanno operato per anni senza presentare al fisco italiano la dichiarazione dei redditi.

Partendo dalle banche dati i militari del gruppo di Lecce hanno individuato i soggetti economici esteri che operano nel Salento attraverso i rispettivi rappresentanti fiscali. Le posizioni apparse più rilevanti sono state poi contestualizzate attraverso i rapporti con clienti e fornitori. Lo sviluppo delle indagini ha permesso di attribuire ai soggetti in questione la veste di organizzazione stabile di natura personale, il che implicherebbe la presentazione della dichiarazione dei redditi. 

Simili gli esiti fiscali, cioè l'evasione accertata, ma non identiche le due situazioni di partenza: nella società tedesca che ha sede a Monchengladbach e per la quale l'evasione dal 2011 ammonta a poco più di 20 milioni di euro, il rappresentante e gli amministratori sono figure distinte. Per quanto riguarda la società slovena, le due figure coincidono in un italiano che ha aperto la società oltre frontiera: in questo caso l'evasione a partire dal 2013 è di circa 4,5 milioni di euro.

Senza titolo-1-5-62In pratica si utilizzava lo schema definito in gergo “aggressive tax planning” con il quale grandi gruppi internazionali provano a sfruttare i vantaggi della sovrapposizione di diversi regimi fiscali. I due rappresentanti fiscali sono stati denunciati all’autorità giudiziaria per violazione delle norme in materia di imposte sui redditi e iva, per infedele dichiarazione dei redditi, omessa dichiarazione ed occultamento e distruzione di scritture contabili.

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Inoltre è stato proposto all’Agenzia delle entrate il congelamento dei beni come misura cautelare e, alla magistratura, il sequestro per equivalente finalizzato alla confisca, anche in territorio estero. 

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