Ladri “ambientalisti” nell’oasi Wwf: anche trattore e mezzo antincendio nel bottino da 200mila euro

Bottino da capogiro per gli autori del furto messo a segno ai danni del magazzino dell’oasi “Le Cesine”, a Vernole. Hanno portato via, oltre ai due veicoli, anche numerosi attrezzi agricoli utilizzati anche da Arif. Indagano i carabinieri della stazione locale e della compagnia di Lecce

Il deposito svaigiato nella notte

VERNOLE – L'incubo furti travolge anche le aree protette. Un maxi colpo da 200mila euro è stato infatti messo a segno ai danni della masseria "Cesine", adibita a centro visite dell'oasi del Wwf e anche sede operativa di Arif Puglia, in agro di Vernole. Malviventi, nella notte, hanno “ripulito” il magazzino che custodiva attrezzi da lavoro, macchine da lavoro e un mezzo antincendio, per un valore da capogiro che si aggira attorno ai 200mila euro.

Dopo aver manomesso la serratura della porta metallica posta a protezione del deposito, i ladri hanno messo a segno una vera e propria razzia: sono fuggiti con un trattore, un fuoristrada Range Rover e numerosi altri attrezzi agricoli. I due mezzi, e il resto della refurtiva, sono quelli utilizzati dal personale di Arif Puglia, l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali.

I ladri, che ogni probabilità avevano familiarità con la zona, tanto da essere al corrente dell’assenza di videocamere, hanno agito con estrema discrezione dato il punto  isolato dell’area. Sono riusciti a impossessarsi, nonostante il sistema di allarme, anche di alcune taniche di gasolio, una macchina tagliaerba, una falciatrice, una biotritatrice e tanti attrezzi attrezzi agricoli di ingente valore. Sul posto, una volta scoperto l’accaduto, sono giunti i carabinieri della stazione di Vernole, assieme ai colleghi del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Lecce, guidata dal maggiore Pasquale Carnevale.

Complessa l’attività investigativa, avviata sin dai primi istanti: i militari dell’Arma stanno cercando di recuperare i filmati dei circuiti di videosorveglianza installati  lungo il litorale adriatico che costeggia l’area protetta, per cercare di dare al più presto un volto agli autori: si tratta di professionisti e conoscitori del luogo, tanto da essere riusciti a portare via persino un trattore e il suv.

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