Canadair su Santa Cesarea Terme: danni a struttura, evacuati tre alberghi

Due maxi incendi, tra l'Adriatico e lo Ionio, hanno richiesto l’uso dei mezzi aerei. Devastato dal fuoco un ex edificio usato per le terme in stato di abbandono

La struttura abbandonata lambita dalle fiamme

SANTA CESAREA TERME – Ha tutto il sapore di una tragedia annunciata, viste le sterpaglie e l'incuria attorno. Un maxi incendio che poteva essere previsto in uno dei luoghi più suggestivi, ma al contempo più trascurati del Salento.  Sono in realtà due i roghi, all'ora di pranzo, ad aver scatenato un inferno di fuoco dall’Adriatico allo Ionio. Si sono verificati, rispettivamente, a Santa Cesarea Terme e a Torre Mozza. Nel primo episodio, quello più grave, è stato necessario evacuare persino gli ospiti che soggiornano presso l’hotel “Palazzo”, quello delle terme, e di altri due alberghi adiacenti a  causa delle fitta coltre di fumo attorno alla struttura.

Il rogo è partito dalla pineta e, complice il vento impetuoso, ha ingoiato un'ampia fetta di vegetazione circostante, lambendo il centro abitato. Ma i danni , oltre alla pineta completamente annerita dalle fiamme, sono anche quelli arrecati a una struttura, in stato di abbandono, concepita inizialmente per le terme, ma mai utilizzata. Il fuoco l'ha lambita, contribuendo a danneggiarne lievemente una parte, già compromessa dallo stato di abbandono nel tempo. Sul luogo, dal quale sono partite svariate segnalazioni alla sala operativa del 115, sono giunti i vigili del fuoco del comando provinciale, assieme ai colleghi del distaccamento di Maglie. Purtroppo, però, le autobotti non si sono rivelate sufficienti.

Per domare il rogo, che devastato un’ampia porzione di vegetazione, sono stati fatti sopraggiungere anche i mezzi aerei: un canadair, due Fire boss e persino un elicottero della Marina militare. Diverse ore, da parte dei caschi rossi, per riportare la situazione alla normalità, scongiurando ulteriori pericoli. Le forti raffiche di vento hanno infatti reso più complesso l'intervento, già difficile per la confromazione del terreno in quel preciso punto.

I velivoli impiegati per spegnere i maxi incendi, inoltre, sono stati dirottati anche a Torre Mozza, nelle campagne in località "Ruvezzo",  sulla strada per Acqaurica del Capo, dove è divampato un altro rogo, sempre ai danni della vegetazione del posto. In questo caso, il danno ambientale è stato inferiore e, quanto meno, non si sono verificati disagi ai  bagnanti e ai residenti. In entrambi gli episodi, per supportare le attività dei pompieri, le forze dell'ordine. Sempre in giornata, fanno sapere da Arif Puglia, l'Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali, è stata bruciata della sterpaglia ad Andrano, mentre nella zona nord di Lecce, in località “Macchie di ricci”,  sono andati a fuoco due ettari di macchia mediterranea

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