Minacce all'imprenditore e detenzione di armi, dieci anni per "U Tannatu"

Nuovo condanna per Marco Barba, accusato di tentata estorsione e stalking nei confrotni di Sandro Quintana, oltre che per un arsenale

Il materiale esplosivo sequestrato.

LECCE – Condanna a dieci anni per Marco Barba, 45enne originario di Gallipoli è accusato del grave atto intimidatorio nei confronti dell’ex consigliere provinciale Sandro Quintana. La sentenza è stata emessa dai giudici della prima sezione collegiale per i reati di stalking, tentata estorsione, detenzione di armi e munizioni. L’inchiesta è stata coordinata dall’ex sostituto procuratore della Dda Alessio Coccioli (ora procuratore aggiunto a Bari), mentre le indagini sono state condotte dai carabinieri della compagnia di Gallipoli, guidata dal capitano Francesco Battaglia.

A dare avvio alle indagini della Procura della Repubblica di Lecce era stata la denuncia presentata ai carabinieri dall’imprenditore e politico gallipolino. Il 9 settembre del 2016, presso il ristorante di famiglia di lungomare Marconi, erano stati consegnati direttamente nelle mani di Quintana due proiettili avvolti in una busta di cellophane e in un tovagliolo di carta, mentre il giovane imprenditore era a pranzo con alcuni suoi familiari. Il plico era corredato da una lettera di minacce, con la firma M.B.

Quintana e altri dipendenti dell’esercizio commerciale, nel periodo compreso tra agosto e settembre 2016, sono stati vittime di continue e reiterate minacce divenute, con il passare del tempo, veri e propri atti persecutori, tanto da far ipotizzare il delitto di “stalking”, provocando un perdurante e grave stato di ansia, prostrazione e di timore per la propria incolumità con una contestuale costrizione a modificare le proprie abitudini di vita: sintomatica è la reazione dei denuncianti i quali, dinanzi l’ennesima aggressione verbale, rinunciavano ad entrare in un locale. Alla base vi sarebbe stato il rifiuto da parte delle vittime di consentire, nel corso di più serate di fine estate, l’ingresso gratis dell’indagato nelle principali e più note discoteche gallipoline, mediante le proprie conoscenze con i gestori dei locali notturni.

Barba-Marco-9Gli atti vessatori vanno dalle minacce verbali, dirette o telefoniche, oppure con sistemi tradizionali, una lettera manoscritta del Barba, o più moderni come le intimidazioni avvenute attraverso “Facebook”. Non sono mancati poi numerosi episodi in cui “Tannatu” non solo ha mostrato alle parti offese una pistola da lui portata liberamente per le strade cittadine, chiedendo a Quintana una somma di denaro per acquistare un furgone adibito al trasporto di prodotti ittici.

Il monitoraggio dell’utenza telefonica intestata a Barba ha inoltre permesso di scoprire il potenziale bellico a sua disposizione. Gli inquirenti attribuiscono al 43enne i proiettili trovati in casa della moglie Anna Casole, 47enne, tredici calibro 7,65, uno 7,62 e un altro 380 e le armi trovate in uno sgabuzzino, di pertinenza del condominio dove abita la donna, perennemente aperto e accessibile a chiunque. Dentro c’erano due pistole. Una calibro 7,65 con caricatore inserito contenente quattro proiettili e una calibro 9 corto, anche questa con caricatore e sette proiettili calibro 380 auto. Con le armi, anche un involucro di cellophane con quattro proiettili calibro 380 auto e uno 7,62 Nato. Inoltre, in una pineta nelle vicinanze, i militari hanno trovato otto ordigni artigianali, piuttosto potenti, di varie forme e dimensioni del peso complessivo di grammi 3mila e 241, muniti di relativa miccia e confezionati con nastro isolante.

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tampona un autoarticolato, donna di 57 anni muore intrappolata

  • Rogo nel negozio per le feste: in manette ex gestore del "Twin Towers"

  • Violento impatto fra due veicoli, ragazza di 19 anni in Rianimazione

  • Cicloturista preso in pieno da un'auto: deceduto dopo il trasporto in ospedale

  • Bimba di 9 anni nel negozio. "Portata in una stanzetta e palpeggiata"

  • Operazione "Vele": mafia, droga e spari, oltre 40 davanti al giudice

Torna su
LeccePrima è in caricamento