Minorenni violentati in auto: giudizio abbreviato per un 40enne

Fissato per il 16 luglio il processo. Tre le presunte vittime individuate dall’inchiesta, una delle quali si è costituita parte civile e ha chiesto un risarcimento di 100mila euro

LECCE - Si aprirà il 16 luglio davanti al gup Edoardo D’Ambrosio il processo con rito abbreviato nei riguardi di un 40enne (di cui omettiamo le generalità e il luogo d’origine per tutelare le vittime), accusato di aver abusato di tre minorenni.

Oggi, l’imputato ha chiesto e ottenuto di essere giudicato col rito alternativo attraverso i suoi legali (Mario Blandolino e Giacomo Di Candia). Uno dei tre ragazzini di cui, secondo l’accusa, l’uomo avrebbe approfittato, si è costituito parte civile (con l’avvocato Francesco Calabro) e ha chiesto un risarcimento di 100mila euro.

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Secondo le indagini condotte dal pubblico ministero Maria Consolata Moschettini, l’uomo non sarebbe riuscito a contenere i propri istinti soprattutto nei riguardi di un 16enne (all’epoca dei fatti): da amico di famiglia, gli avrebbe fatto compagnia nei giorni in cui a causa di una frattura al piede non poteva andare a scuola, gli avrebbe offerto sigarette e cene fuori. Ma, dopo una settimana, lo avrebbe portato con l’auto in strade isolate di campagna, nei pressi di Melendugno, per abusare di lui. E’ quanto sarebbe accaduto per diversi giorni (tra maggio e giugno del 2014) e anche per più volte al giorno. “Sono cose di cui non c’è da vergognarsi”, si sarebbe sentito dire il 16enne. Fu l’intervento del parroco, sollecitato dagli amici del ragazzo che avevano notato il suo stato di malessere, a consentirgli di superare la condizione di plagio e soggezione psicologica. Quanto alle altre due presunte vittime (un 14enne e un 13enne) sarebbero state molestate dall’uomo in auto, in due circostanze diverse, nell’ottobre 2013.

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